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La psicologia del colore nel marketing

La psicologia del colore nel marketing

Come i colori influenzano il nostro modo di rapportarci ad un determinato prodotto? Per gli esperti della psicologia del marketing è innegabile l’importanza che rivestono i colori nell’ottenere una risposta efficace da parte degli utenti.

Il colore infatti ha il potere di investire emotivamente gli utenti verso l’accettazione di un certo prodotto e quindi favorirne il consumo.

Dietro questa considerazione non si può che ritrovare una forte componente psicologica da parte dei soggetti, che associano un determinato colore ad una specifica sensazione ed emozione.

È interessante come un colore sia in grado di catturare la nostra attenzione senza averlo prima osservato, questo perché avviene un’attivazione cerebrale nei confronti del colore preferito del tutto inconscia.

Per attirare a sè potenziali clienti è quindi necessario uno studio ben mirato del logo e dunque del colore che lo rappresenti.

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Sono milioni le aziende che investono nello studio del colore nel campo della comunicazione con l’obiettivo di incrementare le vendite e farsi spazio nel mercato.

In questa prospettiva il design di un sito e il messaggio che si vuole comunicare devono essere due realtà compresenti mirate a ottenere un prodotto vincente che faccia presa sul navigatore.

Il modus operandi è chiaramente quello di chiedersi “ Come voglio che le mie scelte di design influenzino gli utenti quando si approcciano al mio prodotto?”.

Dimmi di che colore sei

Ogni azienda e brand utilizza dei colori che li rappresenta e li rende riconoscibili nel mercato.

Ci sono colori che, come abbiamo detto, rievocano differenti emozioni negli utenti ed è per questo che ad ogni categoria di brand corrispondono colori differenti.

I colori più caldi come l’arancione o il giallo che promettono vitalità, positività ed allegria – non a caso vengono spesso utilizzati in ramo bancario dove il cliente viene accolto in un ambiente familiare dove poter gestire operazioni finanziarie in tutta tranquillità, oppure per promuovere offerte online e vendere merce al cliente.

Il nero vuole trasmettere all’utente un senso di mistero, valore e perfezione – difatti molti famosi marchi di moda ricorrono a questo colore per rappresentarsi.

Il rosa invece, simbolo di leggerezza, è il colore più convincente se si vogliono invogliare le più giovani ad acquistare un prodotto.

Il verde viene collegato al concetto di natura e trasmette freschezza e senso di benessere – per questo utilizzato se si vogliono attrarre utenti attenti all’aspetto ambientale.

Sensazioni simili le ritroviamo nel blu, colore che rappresenta affidabilità e sicurezza – adoperato in operazioni assicurative e previdenziali, nonché sui principali social network.

Anche negozi e ristoranti utilizzano strategie simili. Basti pensare che quasi la totalità dei negozi di abbigliamento utilizza tonalità fredde per le pareti. Vi starete chiedendo quale strana teoria aleggi dietro questa scelta. Semplice, la risposta ce la regala la psicologia moderna. Sembra confermato come i colori più freddi che trasmettano serenità e tranquillità permettano al cliente di godersi in tutta calma il viaggio nel mondo del consumo senza fretta o pressioni.

Il rosso invece predomina spesso nel packaging e negli arredi di molti ristoranti cinesi e fast food. Questo perché il colore rosso fa aumentare inconsciamente il nostro battito cardiaco (non per niente è il colore del sangue e dei segnali di attenzione) e dunque anche il nostro senso di appetito, che subisce un’accelerazione.

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Non per niente un colore può determinare circa il 60% del rifiuto o dell’accettazione di un prodotto e/o servizio, questo perché i soggetti vengono emotivamente coinvolti dai colori che suscitano in loro sensazioni, più o meno positive.

 

Quale strategia risulta quindi vincente per le aziende? Per ottenere riconoscibilità e unicità un’azienda deve sicuramente ricorrere ad un colore poco utilizzato. Il rosso viene utilizzato ad esempio da marchi di fama mondiale che nel corso della storia sono diventati unici nel loro settore (per citarne uno Coca cola, brand famoso in tutto il mondo).

Al contrario se si tratta di loghi che appartengono allo stesso settore il cui scopo è quello di strappare utenti alla concorrenza è preferibile ricorrere a colori simili, utilizzando sfumature che si avvicinino al brand avversario. L’esempio più eclatante ce lo offrono i social con il pulsante “share” di Facebook e Twitter.

Anche la cultura di provenienza e il target di riferimento sono fattori che devono essere presi in considerazione per una valutazione accurata di un colore. Ad esempio ci sono colori che le donne prediligono più di altri e quindi più utilizzati in siti web dedicati alla sfera femminile.

Per fornire alcuni dati concreti i colori più utilizzati sono: blu (33%), rosso (29%), grigio o nero (28%), e oro (13%). Questi i numeri corrispettivi dei 100 loghi più noti al mondo, il cui 95% afferma di utilizzare solo uno o due colori.

In conclusione

Non possiamo quindi non riconoscere un ruolo primario ad una psicologia del colore in continua evoluzione, capace di adattarsi ai cambiamenti in ambito comunicativo e a quelle che sono le esigenze di un pubblico sempre più social.

E voi che valore date ai colori? Credete sia una valida strategia di successo o semplice tendenza?

Non perdetevi il prossimo articolo in cui parleremo di come un colore scelto casualmente ha portato un noto social a diventare un fenomeno mondiale, avete capito di cosa si tratta?

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