Archive for category: E-commerce

Funnel marketing: come portare un utente a diventare cliente

Funnel marketing: come portare un utente a diventare cliente

Nell’articolo della scorsa settimana (inserire link), abbiamo illustrato il funzionamento dell’algoritmo di Facebook, spiegando quanto sia facile sprecare budget prevedendo campagne spot anziché stanziare un investimento pubblicitario mensile. Continuiamo l’articolo per spiegare l’iter di impostazione di una campagna pubblicitaria su Facebook.

Occorre conoscere le tre tipologie di campagne che Facebook mette a disposizione dei brand:

  1. Campagne di awareness TOFU (Top of the funnel)

    Servono a raccontare la tua storia, i tuoi valori e creare occasioni di engagement attraverso un contenuto digitale rilevante per un ampio pubblico (un articolo, un video, una landing page del tuo sito) e riscaldare un pubblico freddo da raggiungere in futuro con il retargeting.

    Sono molte le opportunità offerte dalle piattaforme pubblicitarie. Qualora avessi qualche dubbio sulla strategia migliore per la tua attività, non esitare a contattarci https://comoco.it/contattaci/

    Ecco i nostri consigli:
    – scrivere buone headline delle inserzioni
    Per catturare l’attenzione dei propri potenziali clienti occorre fare leva sui loro desideri, concentrarsi  sui benefici del contenuto che si sta promuovendo per gli appartenenti a questo pubblico e focalizzati sulle audience basate su interessi.
    – definire l’audience giusta per la tua inserzione

    Non è questo un passaggio semplice, perché è inutile costruire consapevolezza verso chi non ha interesse al prodotto offerto o tantomeno bisogno di utilizzarlo. Le campagne TOFU dovrebbero iniziare con un test delle variabili demografiche di base (età, genere, lingua, location e così via) e solo dopo concentrarsi sul definire interessi e comportamenti di questa audience, così da comprendere quali variabili escludere e includere.

  2. Campagne di lead generation MOFU (Middle of the funnel)

    Una volta costruita una solida brand awareness con una campagna di contenuto, il pubblico che ha visto le inserzioni della campagna, è consapevole del valore che si vuole offrire e pertanto il prossimo logico step è convertire gli utenti di questo pubblico consapevole in lead. Attraverso una campagna MOFU si può offrire ulteriore valore in cambio di informazioni che consentiranno nel tempo di estrapolare un pubblico sempre più propenso ad acquistare i propri prodotti/servizi.

    Vuoi ricevere una consulenza dedicata? Contattaci, saremo ben lieti di contribuire al successo del tuo progetto e se desideri altri esempi di lead magnet, leggi il nostro articolo https://comoco.it/lead-generation-preparativi-attrarre-tuoi-futuri-clienti/

    Queste campagne si basano sui lead magnet, vere e proprie calamite per potenziali clienti. Di seguito i nostri suggerimenti:
    – effettuare un test dei diversi formati
    Si dovrebbe fornire una soluzione ad un loro problema attraverso un ebook o la partecipazione a webinar interattivi invitandoli a lasciare il proprio indirizzo email. Lo scambio Contenuto del  proprio business e Dati degli utenti deve essere equo (se la qualità del proprio contenuto è alta si dovrebbe chiedere in cambio dati pertinenti al proprio obiettivo di business).
    – Concentrarsi sulle tue audience consapevoli
    Per capitalizzare il lavoro svolto con la campagna di brand awareness è consigliabile impiegare tecniche di remarketing, raggiungendo solo quegli utenti che hanno effettivamente guadagnato consapevolezza del proprio business.
    Grazie al Facebook Pixel si potrebbe indirizzare la propria campagna di lead generation solo ai visitatori del sito web o qualunque link proposto durante la campagna di awareness.
    – eseguire un test delle creatività
    Occorre ipotizzare delle varianti (design e testi delle inserzioni) e scoprire le combinazioni creative più performanti nell’ottica di generazione di lead.

  3. Campagne di conversione BOFU (Bottom of the funnel)

    L’obiettivo della campagna BOFU è quello di fornire le giuste argomentazioni per convertire, vuol dire progettare inserzioni che siano in grado di guidare le intenzioni d’acquisto in questa terza fase. Alcuni consigli per poter declinare le campagne di conversione:
    – utilizzare un copy ispirato alle proprie Buyer Persona
    È opportuno richiamare i loro interessi, aspirazioni, problemi e mettere in luce la propria  soluzione descrivendo chi ne potrà beneficiare.
    – lasciare parlare i propri migliori clienti
    Si possono raccogliere statistiche che avvalorino la qualità, l’affidabilità e la reputazione del proprio business.
    – fare un’offerta che non potranno rifiutare

Conviene riflettere su un’offerta imperdibile dal basso costo monetario (il tripwire è un meccanismo che attiva una trappola), così da accelerare la relazione tra business e lead: ad esempio un trial gratuito, uno sconto imperdibile, una promozione a tempo limitato in modo da rimuovere gli ultimi ostacoli che separano i lead dall’effettiva conversione.

Ogni campagna si rivela quindi particolarmente adatta ad uno specifico obiettivo di business. Si potrebbe valutare l’attivazione di una campagna per ciascuna di queste fasi in modo da alimentare nel tempo un pubblico di qualità per le tue inserzioni.

Qualora volessi ricevere ulteriori consigli, informazioni o quant’altro, non esitare a scriverci un’email a info@comoco.it,  a telefonarci allo 031 4490536 o venendo a trovarci presso la nostra sede in Via Scalabrini 2/4 a Como.

Se volessi suggerirci qualche tema da trattare nel Blog utile per la tua attività scrivi un commento o contattaci qui https://comoco.it/contattaci/

 

Facebook Ads: i vantaggi nella promozione dei contenuti

Facebook Ads: i vantaggi nella promozione dei contenuti

Investire tempo nella pubblicazione regolare di contenuti, che poi vedranno solo una minima parte dei follower (la reach organica Facebook è di circa il 2%) non è assolutamente strategico; stabilire invece un budget pubblicitario medio mensile, permette di dare ai contenuti la visibilità che meritano per portare risultati.

Ogni social dà la possibilità di raggiungere le persone in modo mirato avendo una piattaforma che consente di creare campagne di advertising al proprio interno, eccetto Facebook e Instagram che hanno un unico sistema pubblicitario. LinkedIn per titolo lavorativo, seniority e skill; Facebook per comportamenti, interessi, connessioni e non solo; Twitter rende possibile invece segmentare per parole chiave, follower simili ed eventi.

Quanti clienti mi hanno portato i social? Si può calcolare il ROI o il ROAS delle campagne pubblicitarie, come avevamo già spiegato in un articolo https://comoco.it/gli-indicatori-performance-ottimizzare-le-campagne-advertising/, attraverso il Pixel.

Esistono due tipi di domande dell’utente: domanda latente e domanda consapevole. Entrambe sono complementari in una strategia di marketing, poiché investire sulla seconda porta maggiori risultati economici nel breve periodo, mentre avvicinare l’utente, interrompendo la sua navigazione e proponendo ciò che abbiamo da offrire, è fondamentale per strutturare una relazione con lui e per accompagnarlo dalla fase di Awareness a quella di Conversion.

Nel primo caso gli utenti che vedono un annuncio non stanno ricercando attivamente la tua azienda o ciò che offri, ma hanno espresso il proprio interesse per uno specifico prodotto, servizio, argomento o settore merceologico. In questo articolo approfondiamo il funzionamento dello strumento per intercettare la domanda latente: Facebook Ads

Se avessi bisogno di una consulenza specifica, siamo a tua disposizione anche su https://comoco.it/contattaci/

L’algoritmo pubblicitario di Facebook

Per progettare vincenti campagne su Facebook occorre comprendere l’algoritmo che le regola. Il modello pubblicitario di Facebook è basato sul sistema d’asta Vickrey-Clarke-Groves o VCG sviluppato negli anni ‘60 e che aveva avuto solo un’applicazione accademica.

L’obiettivo di questa asta pubblicitaria su Facebook è quello di arricchire l’esperienza degli utenti, mostrando loro degli annunci di alta qualità, pertinenti e rilevanti, in modo tale da massimizzare le entrate a lungo termine.

Facebook svolge il ruolo di banditore nel concorso di più inserzionisti per lo stesso spazio pubblicitario da mostrare a una determinata fascia di pubblico. Ciascun inserzionista fa un‘offerta (bid) in busta chiusa ovvero dichiara a Facebook quanto è disposto a pagare per un clic sull’annuncio o per ottenere mille impression, ma l’importo della sua offerta è nascosto agli altri partecipanti all’asta.

Le persone utilizzano i social principalmente per informarsi, raccontarsi, relazionarsi e difficilmente saranno disposte ad acquistare al primo annuncio che vedono a meno che non lavori con le custom audience di Facebook, ovvero quelle che hanno già dimostrato un interesse verso ciò che offri.

L’importante è procedere per gradi: più un brand è noto, maggiori sono le possibilità che riesca a vendere. Qualora volessi ricevere ulteriori consigli, informazioni o quant’altro, non esitare a scriverci un’email a info@comoco.it, a telefonarci allo 031 4490536 o venendo a trovarci presso la nostra sede in Via Scalabrini 2/4 a Como.

Come si determina il vincitore dell’asta?

Facebook, adottando il modello VCG, non vuole premiare l’offerta più alta. Sono due le importanti caratteristiche del meccanismo dell’asta VCG:

  • i vincitori dell’asta pagano meno dell’importo effettivamente offerto;
  • l’importo pagato dai vincitori è determinato dalle altre offerte pervenute all’asta.

Offrire importi elevati in un’asta VCG non garantisce risultati migliori, se l’offerta è molto più alta di quello che gli altri sono disposti a pagare.

Gli inserzionisti sono premiati perché incentivati a posizionare annunci di valore, che le persone vogliono veramente vedere e di cui Facebook evita che i suoi utenti subiscano spam da parte di inserzionisti con ingenti budget. Per sfruttare al meglio l’algoritmo è sempre meglio creare più combinazioni possibili di pubblico e creatività nel setup delle tue inserzioni su Facebook.

Ora dovrebbe essere più chiaro il meccanismo che Facebook utilizza per scegliere le inserzioni migliori. Se avessi bisogno di una consulenza specifica, siamo a tua disposizione anche su https://comoco.it/contattaci/

5 Trend da seguire per la tua Local Marketing Strategy

5 Trend da seguire per la tua Local Marketing Strategy

Quattro consumatori su cinque utilizzano i motori di ricerca per trovare informazioni locali dal proprio smartphone. Vediamo i principali campi di azione in un’efficace strategia di local marketing:

  1. Listing management
  2. Local SEO
  3. Local landing pages
  4. Reputation management
  5. Paid search and social media
  1. Listing management

Prima di tutto è consigliabile creare un elenco delle piattaforme locali utili al tuo business in cui aggiornare i dati. L’attività di local listing prevede l’inserimento, all’interno delle directory dei motori di ricerca o social media, dei dati necessari all’aumento della visibilità e delle opportunità di traffico verso il proprio sito web. L’obiettivo è automatizzarne la gestione.

In un precedente articolo abbiamo messo in rilievo l’importanza dell’aggiornamento di alcuni elementi nella scheda Google My Business come il NAP (Name, Address e Phone number), la categoria e gli attributi https://comoco.it/google-my-business-migliorare-posizionamento-dei-punti-vendita-nei-risultati-ricerca-locale/

  1. Local SEO

Esistono diversi fattori di ranking nella local SEO che possono aiutare i siti web a ottenere visibilità sui motori di ricerca per una determinata area geografica: il recente algoritmo di intelligenza artificiale “MUM” (Multitask Unified Model) prevede una serie di modifiche utili a migliorare l’esperienza dell’utente con il motore di ricerca.

Presentato al Google I/O 2021, è in fase dei previsti  test e  una volta completati, esso andrà a sostituire il precedente BERT (Bidirectional Encoder Representations from Transformers), fornendo le informazioni più dettagliate ed esaustive possibili a una specifica query posta dall’utente. MUM troverà risposte ovunque nel mondo (in ben 75 lingue diverse) e potrà così intercettare e soddisfare tutte le nostre curiosità.

  1. Local landing pages

Può sembrare scontato parlare di mobile friendly nel 2021, eppure molte attività local non hanno un sito web o una landing page ottimizzata per i dispositivi mobili. Per le attività local questo aspetto è fondamentale perché, con ogni probabilità, gli utenti cercano un servizio local mentre sono in giro per strada, al supermercato, in autobus o in metro e non dal computer di casa.

La velocità è riconosciuta come un fattore di posizionamento e il lungo tempo di caricamento di una pagina comporta alti tassi di abbandono soprattutto da mobile.

  1. Reputation management

Investire tempo e risorse per ricevere le recensioni, che appaiono nelle SERP di ricerca da parte dei propri clienti e utenti, è sempre più rilevante e importante per diversi motivi: il branding, l’indicizzazione, il raggiungimento di potenziali acquirenti.

Bisogna adottare strategie che incoraggiano i clienti a scrivere un loro giudizio. Ad esempio, si possono creare elementi visivi come banner o aggiungere widget che invitano l’utente a lasciare una recensione. Si può inoltre gentilmente chiedere ai clienti, prima che escano dal negozio, di lasciare una valutazione oppure si può creare una landing page ad hoc dove spiegare come scrivere una recensione in cambio di un’offerta o uno sconto.

  1. Paid search and social media

Un annuncio sponsorizzato su Google mette l’azienda di fronte ad un utente che ha effettuato una ricerca specifica, in una posizione evidenziata nella SERP. È auspicabile perciò preparare un buon messaggio e prevedere una landing page, semplice e ben curata, che possa favorire la conversione e configurare le estensioni di località, a livello di campagna e di gruppo di annunci, per mostrare le informazioni dell’azienda sulla rete di ricerca, sulla Rete Display e su Google Maps. Lo scopo di questi annunci è quello di aumentare le visite in-store e le conversioni offline.

Sono numerosi i vantaggi del local marketing per le piccole e medie realtà locali: vuoi ricevere maggiori informazioni, supporto o una consulenza dedicata? Contattaci compilando il form al seguente link https://comoco.it/contattaci/

Non vediamo l’ora di contribuire con entusiasmo al successo del tuo progetto!

Gli indicatori di performance per ottimizzare le campagne di advertising

Gli indicatori di performance per ottimizzare le campagne di advertising

Secondo le stime Nielsen il mercato degli investimenti pubblicitari in Italia è in netta crescita (Marzo +30,7%, Aprile +82% rispetto allo stesso periodo del 2020). La raccolta pubblicitaria nel primo quadrimestre di quest’anno chiude con un +18,7%.

Ad aprile si torna ad investire maggiormente in 16 settori merceologici tra cui elettrodomestici (+200,5%), informatica/fotografia (+60,8%), distribuzione (+51,9%), tempo libero (+44%), giochi/articoli scolastici (+42,9%), abitazione (+29,7%), telecomunicazioni (+29,2%) e toiletries (+24,7%).

Come verificare l’efficacia di una campagna pubblicitaria?

Per gli esperti del settore potrebbe sembrare una domanda banale, ma non è semplice districarsi con i vari termini e le formule. Spesso si considerano solo le metriche relative all’acquisizione iniziale di un cliente come il tasso di conversione, il CPL (Cost Per Lead) e CPA (Cost Per Acquisition), dimenticando che il valore di ogni cliente aumenta nel tempo quando acquista ripetutamente dalla stessa azienda.

Le attività finora intraprese non ti hanno fatto raggiungere i risultati prefissati? Parlaci del tuo progetto. Scrivici un’email a info@comoco.it, telefonaci allo 031 4490536 o vieni a trovarci presso la nostra sede in Via Scalabrini 2/4 a Como.

Il ROAS è un indicatore di cui tenere conto nelle campagne di advertising, come abbiamo spiegato in un precedente articolo, che puoi leggere qui https://comoco.it/monitorare-al-meglio-landamento-delle-tue-campagne/.

Nelle campagne Facebook Ads, con obiettivo l’installazione dell’app, conversioni  o vendita di prodotti del catalogo (dove il pixel o SDK traccia il valore delle transazioni), è possibile impostare una strategia d’offerta focalizzata sul ROAS.

Nell’investimento pubblicitario dobbiamo analizzare anche i costi variabili, ovvero tutti gli elementi il cui costo cresce all’aumento delle vendite: per esempio la spedizione del prodotto. Il ROI quindi è il rapporto tra i costi sostenuti per la campagna (investimento + costi fissi + costi variabili) e i risultati generati.

Facciamo un esempio: investo 100€ in pubblicità che mi porta 10 conversioni. Siccome ho venduto 10 prodotti a 5€ cadauno, il ROAS è negativo come il ROI (ho speso 100€ e ne ho incassati 50).

Qualora il valore del ROAS non fosse positivo, è opportuno allora concentrarsi sul calcolo del Customer Lifetime Value (CLV), ossia un indicatore che misura il valore degli utenti in base ai ricavi generati nel corso del tempo, partendo da un’interazione iniziale (la prima visita al sito web, l’installazione di un’app o la prima reazione sulla pagina Facebook).

Se i 10 clienti acquisteranno un prodotto da 5€ ogni mese per 10 anni (tempo), genereranno 60€ all’anno ciascuno (valore), per un totale di 600€ totali in 10 anni.

È importante calcolare il tempo in cui un cliente rimarrà attivo, tenendo fisso l’obiettivo del nostro percorso di acquisizione: generare fatturato. Conosci il LifeTime Value dei clienti acquisiti durante il Black Friday e i saldi di fine stagione rispetto a chi ha comprato a prezzo pieno? 

In pratica valuta il ROAS per l’inserzione, il ROI per la promozione e il CLV nel tempo. Se non hai provato a gestire una campagna pubblicitaria e desideri una consulenza, siamo a tua disposizione anche su https://comoco.it/contattaci/

Come monitorare al meglio l’andamento delle tue campagne

Come monitorare al meglio l’andamento delle tue campagne

Solo il 2% del traffico web converte alla prima visita. Perché non “inseguire” allora quel 98% di utenti che non esegue l’azione che tanto desideri? Per monitorare in maniera rapida ed efficace i movimenti degli utenti e raccogliere dati e informazioni utili per il processo di ottimizzazione puoi utilizzare molti strumenti.

Fonte: https://retargeter.com/what-is-retargeting-and-how-does-it-work/

Partiamo dalla spiegazione di due termini che spesso possono essere oggetto di fraintendimenti, ma hanno significati differenti: remarketing e retargeting. Entrambe le strategie sono indispensabili per massimizzare le conversioni da parte del visitatore e lavorare sui diversi livelli del funnel.

Col “retargeting” ci rivolgiamo ad un segmento di pubblico che ha compiuto determinate azioni sul nostro e-commerce negli ultimi 30 giorni ma non ha comprato; ad esempio il carrello viene abbandonato senza aver completato l’acquisto e così potremo comunicargli che è in corso una promozione.

Il retargeting si basa sui “cookie”, ossia piccoli file salvati sul browser dell’utente, che memorizzano il suo comportamento nel nostro sito web e lo “seguono” sul web.

Invece parliamo di “remarketing” quando vogliamo raggiungere i clienti che conoscono già bene il nostro prodotto/servizio; sarà importante allora mostrare loro un’offerta mirata (cross-selling e up-selling) ,ad esempio tramite un annuncio sulla Rete Display di Google Ads o quando carichiamo il nostro database in una campagna Facebook Ads.

Si suggerisce pertanto di creare un template Google Data Studio per il monitoraggio continuo delle tue campagne Google Ads: non sono tutte uguali quindi una volta avviate non lasciarle andare senza seguirne l’andamento.

Qualora volessi ricevere ulteriori consigli, informazioni, supporto o quant’altro in merito al monitoraggio delle tue campagne medesime, non esitare a scriverci un’email a info@comoco.it,  a telefonarci allo 031 4490536 o venendo a trovarci presso la nostra sede in Via Scalabrini 2/4 a Como.

Campagne di remarketing con Google Ads

Stimolare un utente potenzialmente interessato (domanda latente) è l’obiettivo delle campagne Google Ads sulla Rete Display, che comprende anche Gmail e YouTube. Attraverso il corretto inserimento del codice di tracciamento (pixel o tag) sul nostro sito web, prima della chiusura del tag <body> ,è possibile monitorare ogni sua azione.

Le alternative all’installazione dello snippet di monitoraggio delle conversioni sono:

  • il collegamento con l’account Google Analytics: seguendo i passaggi nelle impostazioni della proprietà Google Analytics, alla voce “Segmenti di pubblico”, è possibile configurare il tracciamento degli utenti che passano dal sito web e abilitare così il remarketing.

Inoltre Google Analytics fornisce specifiche metriche per le pagine web; con questo tracciamento attivo sarà verificabile, ad esempio, quante e quali pagine sono state visitate, l’affluenza degli utenti, il numero dei nuovi visitatori e di quelli di ritorno, la frequenza di rimbalzo (ossia quanti sono gli utenti che, una volta entrati nelle pagine, escono senza aver compiuto un’azione).

  • la creazione di un attivatore Google Tag Manager con il quale si possono anche definire le pagine su cui vogliamo che il tag raccolga i dati e successivamente poter inserire il tag identificato dalla variabile google_conversion_id.

L’ottimizzazione: il miglioramento del tuo percorso di acquisizione clienti

È possibile implementare non solo Google Analytics all’interno di Google Tag Manager, ma anche  Hotjar per le mappe di calore,  le quali consentono di vedere come si muovono gli utenti in una pagina o dove si concentrano i click, il Pixel di Facebook, Twitter e LinkedIn.

Le informazioni trasmesse dal pixel di Facebook, ossia una stringa di codice da inserire nel sito web che consente di monitorare le interazioni dell’utente (l’acquisto, il download di un contenuto o l’iscrizione ad una newsletter), permettono dunque l’ottimizzazione degli annunci Facebook per conversioni più affini ai propri obiettivi commerciali, in quanto rivolti a un pubblico personalizzato.

Monitorare i KPI è quindi fondamentale in quanto aiuta a misurare le campagne e comprendere il funzionamento della propria strategia di content marketing. Il ROAS (Return On Advertising Spend) è una metrica complementare al ROI (Return On Investment).

È importante perciò compararli e tenerli attentamente d’occhio in contemporanea: con il primo puoi controllare l’incisività di una campagna e individuare i punti focali su cui investire per generare lead e conversioni, con il secondo invece puoi concepire l’efficacia globale di ciò che svolgi e fare quindi un’analisi sui costi di gestione complessivi.

Qual è la tua esperienza con gli strumenti di tracciamento delle conversioni? Quali sono i problemi che riscontri più spesso? Qualora avessi domande in merito ai tool dedicati alla misurazione dei risultati, contattaci qui https://comoco.it/contattaci/

Lead generation: i preparativi per attrarre i tuoi futuri clienti

Lead generation: i preparativi per attrarre i tuoi futuri clienti

Conosci gli 8 elementi indispensabili per un’efficace landing page? Corri a leggerli: ne avevamo parlato in un precedente articolo. Per far sì che la landing page sia facilmente fruibile dagli utenti, occorre innanzitutto ottimizzarla per i dispositivi mobili. Sarà necessario poi avviare una campagna di lead generation, senza trascurare la possibilità di fare campagne sponsorizzate aventi l’obiettivo di acquisire nuovi contatti direttamente sulle piattaforme social come Facebook e LinkedIn.

La percezione del prodotto in base al “calore” del pubblico

Ricevi talvolta richieste di contatto su LinkedIn da persone che non conosci e poi quando accetti ti arriva subito dopo un messaggio privato con cui esse cercano di venderti un prodotto o servizio? Si tratta della vendita cosiddetta  “a freddo”, ossia senza alcun step intermedio, tra il momento del contatto e quello della proposta vera e propria. Come mostra Seth Godin, in “This is Marketing”, questo approccio non funziona, occorre infatti arrivare dritti al cuore di ogni singola persona.

Il primo passo per riuscirci è invece la profilazione degli utenti, necessaria per capire come comunicare, ossia nella maniera più appropriata, il tuo prodotto e agire successivamente in modo da portarli ad essere “caldi”. 

Qualora volessi ricevere consigli, informazioni, supporto o quant’altro in merito alle campagne di Lead Generation, non esitare a scriverci un’email a info@comoco.it, a telefonarci allo 031 4490536 o venendo a trovarci presso la nostra sede in Via Scalabrini 2/4 a Como.

La calamita per le campagne di Lead generation

Conquistare il pubblico non è per niente semplice, soprattutto quando devi confrontarti con migliaia di competitor. Dai perciò un “assaggio” o una prova/demo del tuo prodotto/servizio creando un contenuto o un incentivo che sia funzionale al pubblico e allo stesso tempo dimostri il reale valore aggiunto promesso.

Il tuo obiettivo è quello di avere nuovi iscritti alla tua newsletter? Offri magari un ebook in cambio della preziosa iscrizione. Vorresti più partecipanti all’evento online che stai organizzando? Il lead magnet potrebbe essere un codice sconto, dedicato ai primi 10 iscritti entro una determinata data, per l’acquisto del biglietto, facendo leva sui principi di scarcity e urgency.

Naturalmente tutto dipende dalla fase del funnel in cui si trova il potenziale cliente: è infatti controproducente proporre un acquisto a chi ti ha appena conosciuto. Quando il contatto, entrato nel funnel, non è ancora pronto per acquistare, allora deve essere “nutrito” con una serie di contenuti personalizzati e rilevanti, che hanno lo scopo di costruire e infondere fiducia e siano capaci di rispondere alle sue obiezioni (lead nurturing).

HubSpot, Salesforce, Zoho CRM, CRM in Cloud: scegli uno di questi software per la gestione della lista contatti in modo da assegnare un punteggio a ogni azione compiuta dall’utente (es: un punto per l’apertura dell’email, due per il click sul link e così via) all’interno della mailing list. All’utente che alla fine ottiene un certo punteggio, da te deciso e impostato, dovrà arrivargli, in automatico, un’email di vendita.

Parlaci del tuo progetto e delle tue esigenze: sceglieremo insieme a te la migliore strategia di lead nurturing  https://comoco.it/contattaci/

Finanziamenti per lo sviluppo dell’E-Commerce: apertura sportello 3 giugno

Finanziamenti per lo sviluppo dell’E-Commerce: apertura sportello 3 giugno

Siamo a metà dell’anno ed è chiaro che la crescita nell’utilizzo dell’e-commerce tenderà ad aumentare anche nell’immediato futuro. Molte aziende  stanno trasformando i loro siti in veri e propri luoghi virtuali dove incontrare i clienti e vendere i propri prodotti e servizi.

Più dell’80% delle persone che popolano il web hanno usato Internet per effettuare un acquisto nell’ultimo anno. I tuoi clienti si aspettano di poterti raggiungere ed acquistare i tuoi prodotti in qualsiasi momento. Se non sei sul web, i tuoi clienti andranno a fare i loro acquisti online dai tuoi concorrenti.

ComoComunica è specializzata nello sviluppo e nella promozione di soluzioni e-commerce professionali, visita in nostro sito e contattaci per una consulenza https://comoco.it/contattaci/

Anche Simest, la società del Gruppo Cassa depositi e prestiti che sostiene da anni la crescita delle imprese italiane, ha capito l’importanza della digitalizzazione e propone a partire dal 3 giugno un programma per lo sviluppo dell’E-commerce in Paesi esteri

DI COSA SI TRATTA?

Finanziamento a tasso agevolato per sostenere lo sviluppo di soluzioni di e-commerce in Paesi esteri, attraverso una piattaforma informatica sviluppata in proprio o tramite soggetti terzi (market place), per la distribuzione di beni o servizi prodotti in Italia o con marchio italiano

A CHI SI RIVOLGE?

A tutte le imprese con sede legale in Italia con almeno due bilanci depositati relativi a due esercizi completi

SPESE AMMISSIBILI

  • creazione e sviluppo di una propria piattaforma informatica
  • gestione/funzionamento della propria piattaforma informatica / market place
  • attività promozionali e formazione connesse allo sviluppo del programma

COME FUNZIONA

Il finanziamento può coprire fino al 100% delle spese preventivate, fino a un massimo del 15% dei ricavi medi risultanti dagli ultimi due bilanci approvati e depositati.

Importo massimo finanziabile: € 450.000,00 per la realizzazione di una piattaforma propria e di 300.000,00 euro per l’utilizzo di un market place fornito da soggetti terzi

Importo minimo finanziabile: € 25.000,00 in entrambi i casi

Tasso di interesse: l’impresa può ottenere fino al 50% del finanziamento (nel limite di 800 mila euro) a fondo perduto. Sulla quota restante è applicato un tasso di interesse fisso per tutta la durata del finanziamento e pari allo 0,055%.

Durata del finanziamento: 4 anni di cui 1 di pre-ammortamento, in cui si corrispondono i soli interessi e 3 anni di ammortamento per il rimborso del capitale e degli interessi; le rate sono semestrali posticipate a capitale costante.

PROCEDURA

È necessario registrarsi sul Portale di SIMEST, compilare la domanda di finanziamento, sottoscriverla digitalmente da parte del legale rappresentante ed effettuare l’invio tramite il medesimo Portale.

Per saperne di più:

https://www.simest.it/e-commerce/per-saperne-di-pi%C3%B9-ECommerce

Da 10 anni ComoComunica supporta le realtà imprenditoriali, aiutandole a sfruttare al massimo le potenzialità del web. Con la realizzazione di un sito e-commerce e lo sviluppo di una strategia digitale, ti aiutiamo ad acquisire velocemente nuovi clienti e ad espanderti su mercati internazionali. Scrivici una mail a info@comoco.it oppure vienici a trovare, siamo a Como, in Via Scalabrini 2/4.

E-commerce: per Micro, Piccole e Medie imprese lombarde contributo a fondo perduto fino a 15.000€

E-commerce: per Micro, Piccole e Medie imprese lombarde contributo a fondo perduto fino a 15.000€

Il rallentamento del commercio tradizionale è stato compensato dalla forte crescita dell’E-commerce, un fenomeno che ha subito un’accelerazione nei mesi di lockdown, ma che era già in atto prima e sicuramente non destinato ad esaurirsi con la riapertura delle attività.

A dimostrare le priorità su cui intervenire quest’anno c’è lo studio dell’Osservatorio Contract Logistics “Gino Marchet” del Politecnico di Milano, che vede ai primi posti la maggiore flessibilità e resilienza del sistema logistico (per il 62% dei manager), la digitalizzazione dei processi (50%), la sicurezza degli operatori lungo la filiera (38%) e la semplificazione della gestione dei flussi logistici (27%).

Il contributo dedicato all’E-commerce è un’importante misura agevolativa per le micro, piccole e medie imprese lombarde che intendono sviluppare e consolidare la propria posizione sul mercato nazionale e/o internazionale tramite l’apertura e/o il consolidamento di un canale commerciale per la vendita online dei propri prodotti B2B e/o B2C, appoggiandosi a servizi forniti da soggetti terzi o realizzati all’interno del sito web proprietario.

A chi è rivolto il contributo E-commerce

Dalle 10.00 del 19 maggio 2021 sarà possibile per le miicro, piccole o medie imprese con sede operativa iscritta e attiva al Registro Imprese delle Camere di commercio della Lombardia presentare la domanda di accesso al Bando E-Commerce 2021. Due tipologie di intervento in base alla dimensione dell’impresa:

  1. micro impresa (fino a 10 addetti e fino a € 2 milioni di fatturato o totale di bilancio annuo), 70% delle spese ammissibili.
  2. medio-piccola impresa (con addetti tra 11 e 250 ed entro € 50 milioni di fatturato o totale di bilancio annuo), 50% delle spese ammissibili.

I requisiti richiesti sono minimi e le domande vanno presentate entro le 12.00 del 22 giugno 2021.

Non c’è tempo da perdere, se hai in mente di sviluppare e consolidare la tua posizione sul mercato nazionale e/o internazionale questa è l’occasione che fa per te! Ricorda che lo sportello è valutativo con prenotazione dei fondi secondo l’ordine cronologico di presentazione della domanda.

A quanto ammonta e cosa copre il contributo E-commerce

Il totale stanziato per questo incentivo è pari a 4.525.000,00 €. Ogni impresa può beneficiare di una sola richiesta di contributo a fondo perduto e a parziale copertura delle spese sostenute, quietanzate e rendicontate  entro il 31 dicembre 2021 (al netto di IVA). Si tratta di un’eccezionale opportunità che va davvero colta al volo.

Tra le spese ammissibili rientrano l’apertura e/o il consolidamento di un canale commerciale per la vendita online dei propri prodotti (b2b e/o b2c):

  • forniti da terze parti
  • realizzati nel proprio portale aziendale proprietario.

I progetti dovranno inoltre perseguire almeno una delle seguenti finalità:

  1. digitale come integrazione del negozio fisico tramite:
  • lo sviluppo di canali digitali per supportare le fasi di pre-vendita, post-vendita o per abilitare la vendita;
  • lo sviluppo di app e mobile site per le fasi di pre-vendita, post-vendita o per abilitare la vendita;
  • siti informativi/E-commerce e app/mobile site;
  • utilizzo di strumenti digitali innovativi, come la predisposizione dello showroom digitale tramite realtà aumentata oppure la predisposizione di canali sia online che offline all’interno di una stessa esperienza di acquisto (ad esempio il click and collect che permette acquisto online e ritiro in negozio).
  1. sviluppo di nuove soluzioni logistiche aggregando soggetti con medesimi bisogni in un’unica piattaforma di vendita online oppure predisponendo una rete di logistica integrata alla gestione del magazzino. Tutto ciò tramite soluzioni per incrementare le performance di magazzino, come il voice picking, sistemi per demand and distribution planning, sistemi di tracciamento dei prodotti lungo la supply chain attraverso RFId, soluzioni di intelligent transportation system;
  2. approccio omnicanale per offrire un’esperienza integrata al cliente finale, usando canali di vendita complementari  tra loro. Per “omnicanalità online” si intende l’uso di più canali online di natura diversa (almeno 2), per esempio sito proprio + marketplace + retailer digitali + siti di couponing o di flash sales + piattaforme social;
  3. social E-commerce ovvero prevedere la possibilità di acquisto direttamente sui  Social Media;
  4. adeguamento tecnologico dell’esperienza di vendita per gli smartphone, dispositivi da cui viene ormai effettuata la maggioranza degli acquisti online.

Come possiamo aiutarti

Saremo ben lieti di affiancare e supportare la tua azienda nell’ottenimento di questo contributo e iniziare a collaborare con te in ambito digital riguardo i seguenti servizi:

  • sviluppo e gestione piattaforma E-commerce e app/mobile site;
  • consulenza strategica e operativa in ambito E-commerce (Business Model, Conversion Rate Optimization, UX Design e pianificazione delle campagne Facebook Ads e Google Ads);
  • formazione sui canali social per una strategia di E-commerce e su ogni tematica Digital Marketing.

In ComoComunica abbiamo l’esperienza e le competenze specialistiche per realizzare e/o gestire la tua idea. Qualora tu abbia necessità di indicazioni o di un supporto nella presentazione del progetto per ottenere il contributo, puoi contattarci utilizzando il nostro form https://comoco.it/contattaci/, l’email info@comoco.it, il telefono 031 4490536 o venendo a trovarci presso la nostra sede in Via Scalabrini 2/4 a Como.

Per ulteriori approfondimenti trovi qui il bando E-Commerce 2021, la documentazione e le FAQ ufficiali.

 

Email marketing: l’importanza della segmentazione del tuo pubblico

Email marketing: l’importanza della segmentazione del tuo pubblico

Partiamo da un’affermazione che sentiamo spesso: “l’email marketing è una perdita di tempo”.
Sarà vero? Sicuramente l’invio massivo di email, con qualunque prodotto e servizio a sconosciuti utenti della tua
newsletter, non ti permetterà di coltivare un rapporto con loro. Anzi si rischiano anche sanzioni quando la lista di
indirizzi email non è stata acquisita nel pieno rispetto del GDPR.
Sta a noi identificare come e quando inviare le nostre comunicazioni di posta catturando l’interesse del pubblico, in
modo che decida spontaneamente di acquistare un tuo prodotto o servizio. Per questo motivo è fondamentale
tracciare la mappa del tuo percorso di acquisizione clienti e segmentare la tua lista contatti.
Vediamo come agire per organizzare i contenuti della tua newsletter in base alle liste di utenti:

1. Non clienti (chi conosce l’azienda e ha interagito con le tue inserzioni, ma non ha compiuto specifiche azioni verso i tuoi contenuti)

Contenuti consigliati:
● racconta perché dovrebbe scegliere la tua azienda o il tuo prodotto piuttosto che la concorrenza
● trasmetti il valore dei tuoi prodotti grazie alla riprova sociale (testimonianze, case history di clienti soddisfatti,
risultati raggiunti che ti rendono autorevole ai suoi occhi e così via).
Non tutti i contatti presenti nel tuo database sono uguali. Attraverso un’opportuna segmentazione del database puoi
monitorare ad esempio ogni quanto i tuoi clienti acquistano nell’arco di un determinato periodo.
In ComoComunica non valutiamo la strategia di email marketing solo dalle interazioni degli iscritti sui contenuti inviati,
ma guardiamo anche le metriche di vanità come click-through-rate, open e conversion rate. Per qualsiasi curiosità
riguardo la tua attività di e-mail marketing, non esitare a contattarci attraverso il nostro form
https://comoco.it/contattaci/.

2. Interessati a un determinato prodotto o servizio (chi abbandona il carrello di un ecommerce o ha scaricato i tuoi materiali gratuiti, richiede informazioni o un preventivo lasciandoti i suoi dati)

Contenuti consigliati:
● fornisci ulteriori motivazioni affinché scelga il prodotto di suo interesse mostrando recensioni positive;
● nel caso di un ecommerce offri un piccolo sconto
Le interfacce dei numerosi tool di email marketing sono diverse, ma le funzionalità sono simili per quanto riguarda la
gestione delle liste. Pertanto alla base dell’utilizzo di questi strumenti è importante aggiornare le impostazioni relative
ai comportamenti del pubblico presente nella tua lista.
Scrivici un’email a info@comoco.it, chiamaci al 0314490536 o vieni a trovarci presso la nostra sede in Via Scalabrini,
2/4 a Como per ricevere maggiori informazioni in merito.

3. Clienti (chi ti ha già dato la sua fiducia acquistando ad esempio sul tuo ecommerce)

Contenuti consigliati:
● coinvolgilo nel post vendita con un sondaggio o iniziative che riguardino una raccolta punti
● proponi prodotti che completano e integrano il suo acquisto (up/cross selling)
● coccolalo nel tempo ricordandogli che ha fatto bene a sceglierti come suo fornitore.

Continuate a seguirci sul nostro blog https://comoco.it/il-blog-di-comocomunica/  per restare aggiornati su tutte le ultime novità nel mondo del digital marketing e della comunicazione.

YouTube: i prossimi cambiamenti alle funzionalità e agli strumenti per creator

YouTube: i prossimi cambiamenti alle funzionalità e agli strumenti per creator

YouTube è la piattaforma social più seguita di sempre con i suoi oltre due miliardi di utenti fissi, che equivalgono a un terzo delle persone che usano Internet. I suoi incassi rappresentano ben il 10% degli incassi complessivi Google. Google ha sempre mantenuto una certa segretezza sui reali ricavi di YouTube, che ha svelato per la prima volta solo nel 2019.

Il social porta al colosso del web un fatturato di 15.5 miliardi di dollari prodotti dalla vendita di spazi pubblicitari. La maggior parte degli utenti ha dai 18 ai 34 anni e il dispositivo più usato per accedervi è lo smartphone. È diffuso in più di 100 paesi con parlanti di oltre 80 lingue. Ogni singolo giorno vengono consumate un miliardo di ore di contenuti. Ecco alcune novità di YouTube 2021:

Più pubblicità

Da novembre 2020 YouTube ha annunciato ufficialmente che anche i canali YouTube che non fanno parte del programma creators “Youtube Partner Program“ diventeranno spazi pubblicitari.

I creators che fanno parte del programma continueranno a essere pagati per il servizio, mentre quelli che non ne fanno parte non riceveranno un compenso. Questa nuova politica, oltre ad incrementare i guadagni Google, vuole portare più persone ad iscriversi alla piattaforma ‘YouTube Premium’ che è una versione di YouTube a pagamento in cui la pubblicità è assente.

Il ‘Youtube Partner Program’ per poter monetizzare il proprio canale rimane comunque attivo per tutti quei canali che hanno raggiunto i requisiti richiesti cioè aver raggiunto più di 1000 subscribers e 4000 ore di visualizzazione complessiva nell’arco di 12 mesi.

Con la pubblicità video su YouTube paghi solo quando le persone guardano i tuoi annunci. Inizia a utilizzarla oggi stesso. Non aspettare! Comocomunica ha vasta esperienza in questi tipologia di servizio tanto da supportare molti clienti > https://comoco.it/contattaci/

Gli ‘Shorts’ di YouTube e le loro feature

Nel 2020 seguendo le orme degli altri social per contenere il fenomeno TikTok, anche Youtube ha introdotto gli ‘Shorts’. Mini video di 15 secondi che seguono il format di TikTok.

Il lancio di prova della nuova versione è stato nel settembre 2020 in India (dove TikTok è stato bannato dal governo) e ha avuto enorme successo con 3.5 miliardi di visualizzazioni di Shorts tutti i giorni. Ora Youtube è pronto a lanciare l’ultima versione in altri paesi e a marzo 2021 approderà negli USA.

Se la versione 2020 non aveva monetizzazione, ora nella versione 2021 c’è una nuova feature: l’applausometro. Gli utenti potranno mostrare il loro gradimento lasciando un applauso e l’insieme di applausi ricevuti si trasformerà in una fonte di guadagno per il creator.

Vuoi far decollare il tuo progetto online? Raccontacelo > al telefono 0314490536, di persona in Via Scalabrini, 2/4  Como o via mail se preferisci a info@comoco.it

YouTube avrà presto video a 4K e possibilità offline

YouTube TV è un servizio che è stato introdotto nel 2017 e che permette di vedere più di 85 canali in diretta e video on demand. È stata creata in competizione con le tv a pagamento. YouTube ha da poco annunciato che nel 2021 sarà possibile guardare i contenuti a risoluzione 4K.

L’utente sarà in grado di usufruirne solo con le tv ad ultima generazione 4K e una connessione internet in grado di supportare questo tipo di risoluzione. YouTube ha annunciato inoltre che sta lavorando sulla opzione di poter salvare o registrare i contenuti in modo da poterli vedere in modalità offline in un secondo momento.

YouTube sta lavorando al suo e-commerce

Ancora non è chiaro quando e come questa feature diventerà ufficialmente disponibile. YouTube ha però annunciato che sta lavorando sulla possibilità di poter fare acquisti direttamente dalla piattaforma. Per ora si stanno effettuando i primi test nel campo del beauty e dell’elettronica. Questo renderà più facile agli utenti di acquistare i prodotti che vedono in pubblicità o nei video.

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Boom di e-commerce in Italia: il settore con la maggiore crescita è quello del Food & Beverage

Boom di e-commerce in Italia: il settore con la maggiore crescita è quello del Food & Beverage

Nell’ultimo anno, complici le restrizioni dovute alla pandemia, le vendite al dettaglio solo calate sensibilmente. È stato però l’e-commerce a beneficiarne con una crescita del 50,2% rispetto all’anno precedente. Una crescita che in circostanze normali, in un paese non anglofono, si sarebbe verificata in 10 anni secondo il magazine di attualità ‘Panorama’.

In Italia c’è sempre stata diffidenza rispetto all’utilizzo del web per l’acquisto di prodotti, ma il distanziamento sociale, la comodità e la convenienza sono state le parole chiave per portare online 8 italiani su 10.

Secondo una ricerca di mercato finanziata da ‘Idealo’, nel 2020 gli acquisti online in Italia sono stati effettuati per il 61,7% da uomini e per il 38.3% da donne. Le fasce di età più coinvolte sono quelle che vanno dai 35 ai 44 e dai 25 ai 34. Tra le categorie più ricercate troviamo: elettronica per il 74.9%, prodotti di cosmetica e profumi per il 46.9% e giocattoli per il 45.1%.

A registrare però la crescita maggiore rispetto agli anni precedenti è stato il settore del Food & Beverage che solo nei mesi di marzo e aprile di lockdown ha avuto un’impennata del 130% e nel 2020 ha prodotto complessivamente un giro d’affari di ben 716 milioni di euro. Quello che le persone volevano era ricreare un piccolo pezzo di normalità in una situazione del tutto al di fuori del comune. La pizza della domenica consegnata a casa, una cena portata a domicilio dal ristorante per trascorrere una serata con gli amici seppur davanti alla webcam: tutto ciò dava un senso di continuità e sicurezza in un periodo di forte incertezza.

Ciò è stato possibile anche perché la pandemia, chiudendo i canali di vendita tradizionali, ha spinto i negozi di alimentari e i ristoranti a investire sul digitale e creare degli e-commerce in modo da garantire il contatto con l’esterno.

Nel 2019, infatti, analizzando un campione di 125 tra i più noti produttori e brand nel campo food, è emerso che solamente il 30% possedeva un e-commerce in cui il cliente poteva acquistare direttamente. Gli altri, pari al 68%, avevano solo un sito internet vetrina per mostrare i prodotti che poi il cliente avrebbe potuto acquistare nei punti vendita fisici mentre il restante 2% aveva un sito vetrina che portava a un marketplace per l’acquisto.

La previsione è che questa crescita continuerà anche ritornati ad una situazione di normalità e che nel 2024 il settore arriverà a superare il miliardo di dollari di indotto.

ComoComunica è specializzata nella messa a punto di strategie digitali, tenendo conto del modello di business di ogni azienda: vendita tramite catalogo o nei punti vendita, abbonamenti mensili o marketplace specializzati.

Partendo da un’analisi del mercato di riferimento e dall’individuazione dei clienti target sul sito e-commerce, si procede con la proposta e svolgimento delle possibili seguenti attività:

  • creazione di un’efficace strategia di web marketing definendo obiettivi misurabili come Conversion Rate, Customer Lifetime Value, Costo di Acquisizione Cliente, Customer Retention Rate, Average Order Value e Product Rate Return;
  • ottimizzazione del sito dal punto di vista tecnico come la velocità e la scrittura di contenuti SEO oriented (non solo l’home page, ma anche il motore di ricerca interno, le pagine di prodotto e il processo di checkout e di post vendita);
  • impostazione di un piano di advertising (campagne Google Ads e social media);
  • attuazione di politiche di remarketing.

ComoComunica può mettere il suo know how e l’esperienza maturata in oltre 10 anni di attività al servizio di ogni realtà che desideri stare al passo con l’innovazione digitale.
Se siete interessati, non esitate a contattarci attraverso il nostro form https://comoco.it/contattaci/.

Voucher digitalizzazione: fino a 10.000 per la realizzazione di un e-commerce

Voucher digitalizzazione: fino a 10.000 per la realizzazione di un e-commerce

La digitalizzazione è un obiettivo irrinunciabile e, nel 2018, rappresenta uno status symbol per tutte le imprese italiane che vogliono stare al passo con i tempi; il Ministero dello Sviluppo Economico ha recentemente emanato un provvedimento per sostenere la trasformazione 4.0 delle aziende con una misura concreta: le micro, piccole e medie imprese potranno richiedere un voucher di importo massimo di 10.000€ per interventi di digitalizzazione dei processi aziendali e di ammodernamento tecnologico.

Dal 30 gennaio al 9 febbraio 2018 sarà possibile presentare la domanda per richiedere il contributo a fondo perduto.

Le imprese che potranno richiedere il Voucher sono la micro, piccola o media impresa (MPMI); con il voucher digitalizzazione sarà possibile finanziare l’acquisto di software/hardware o servizi in ambito IT che consentano di:

–  migliorare l’efficienza aziendale grazie alla digitalizzazione;
–  modernizzare l’organizzazione del lavoro, mediante l’utilizzo di strumenti tecnologici e forme di flessibilità del lavoro, tra cui il telelavoro;
–  sviluppare soluzioni di vendita online (e-commerce);
–  implementare connettività a banda larga e ultralarga o del collegamento alla rete internet mediante la tecnologia satellitare;
–  realizzare interventi di formazione qualificata del personale nel campo ICT.

La nostra digital agency in tal senso, ha predisposto una pagina specifica, consultabile a questo link, per la richiesta del voucher e ha come obiettivo l’assistenza nella richiesta del contributo per le imprese che vogliono sviluppare una soluzione e-commerce.

Come si richiede il voucher digitalizzazione? Il Ministero dello sviluppo economico, nelle proprie linee guida, rammenda che è importante prenotare prima il voucher e poi effettuare gli acquisti; ciascuna azienda poi, potrà beneficiare di un solo voucher, il cui importo non può essere superiore a 10.000 € e nella misura massima del 50% del totale della spesa di digitalizzazione.

Alla fine del periodo di richiesta del contributo, il Ministero emetterà un provvedimento cumulativo di prenotazione del Voucher, su base regionale, che conterrà l’elenco delle imprese e dell’importo dell’agevolazione totale

Ai fini dell’assegnazione e dell’erogazione definitiva del Voucher, l’impresa iscritta nel provvedimento cumulativo di prenotazione dovrà presentare, entro 30 giorni dalla data di ultimazione delle spese di digitalizzazione, tramite l’apposita procedura informatica, la richiesta di erogazione del voucher allegando i titoli di spesa. Il Ministero, dopo aver effettuato le verifiche istruttorie, provvederà ad erogare il voucher.

Gli interessati devono dunque attivarsi rapidamente: a questo link abbiamo preparato una pagina dedicata dove le imprese possono richiedere ulteriori informazioni e aderire.

Chiamaci, scrivici, richiedi un appuntamento o un preventivo: siamo qui per te!