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Employee Advocacy: l’importanza comunicativa dei dipendenti e il successo di Risparmio Casa

Employee Advocacy: l’importanza comunicativa dei dipendenti e il successo di Risparmio Casa

Il gruppo Risparmio Casa si è aggiudicato il primo posto nella classifica dei professionisti della GDO più attivi sui social a livello mondiale realizzata dalla piattaforma leader di Employee Advocacy DSMN8 – The Employee Influencer Platform e utilizzata da grandi brand come Huawei, Ford, Kenwood, Shopify, Roche e molti altri, che permette di analizzare le interazioni e le discussioni che vengono create online sui social network dai dipendenti di un’azienda.

Che cos’è l’Employee Advocacy? Per semplificare è una tecnica di comunicazione che permette di far intervenire i dipendenti dell’azienda nella diffusione e condivisione dei contenuti legati al brand stesso, sui profili social personali, con l’obiettivo di aumentare in maniera esponenziale il numero di impression del messaggio stesso, generando passaparola e rafforzando il marchio. Ovviamente la via più comune ed efficace attraverso cui si sviluppa l’Employee Advocacy sono i social network.

LinkedIn ha recentemente realizzato una ricerca dove ha messo in mostra come un preciso programma articolato, in cui 1.000 dipendenti hanno promosso l’azienda e i relativi contenuti, ha contribuito a generare 1.9$ milioni in earned media. Un ottimo risultato che aiuta a comprendere meglio il valore e l’importanza dell’employee advocacy per un’attività.

ComoComunica segue con onore da qualche anno le pagine social di Risparmio Casa fra cui la pagina LinkedIn, in grande effervescenza e crescita, anche per via dello sviluppo e dell’espansione che l’azienda sta avendo negli ultimi mesi. La chiave del successo di Risparmio Casa è il meccanismo del social sharing attuato dai suoi dipendenti. Si tratta di un fenomeno che conosciamo tutti da vicino: ognuno di noi, infatti, condivide o interagisce quotidianamente con i contenuti dei social network. I collaboratori di Risparmio Casa hanno fatto proprio questo: hanno condiviso con costanza i post realizzati dall’azienda all’interno della propria rete sociale, aumentandone positivamente la visibilità digitale.

L’Employee Advocacy, se fatto bene e con elementi di qualità, permette di ottenere ottimi risultati, tra i quali una maggiore copertura e un miglior tasso di conversione.

  • Maggiore copertura


Quando un utente apprezza un prodotto multimediale sarà portato a condividerlo con i suoi amici, che a loro volta potrebbero condividerlo con altrettanti loro amici. Favorendo il social sharing, puoi aumentare la tua visibilità online, ossia il numero di persone raggiungibili con i tuoi post organici. Questo si traduce in un considerevole aumento della consapevolezza (awareness) attorno al tuo brand.

  • Maggiore conversione

Secondo uno studio condotto da Buzzoole, le decisioni d’acquisto dei consumatori si basano per il 74% sul passaparola proveniente dalle persone della propria cerchia e per il 70% su foto e opinioni postate sui social network da altri consumatori. Incoraggiando dipendenti o clienti a parlare positivamente con gli amici dei propri prodotti, condividendo o creando contenuti digitali, si possono influenzare significativamente le decisioni d’acquisto delle persone. Amici e famigliari sono un po’ gli influencer della nostra quotidianità; ci fidiamo di più dell’opinione di una persona che conosciamo che di quella di uno sconosciuto.

Qualora avessi bisogno di una consulenza per la creazione di contenuti multimediali qualitativi e la gestione professionale delle tue pagine social, oltre all’impostazione di un programma di Employee Advocacy, non esitare a contattarci visitando il nostro sito web https://comoco.it/contattaci/ scrivendoci un’email a info@comoco.it, telefonando allo 031 4490536 oppure venendoci a trovarci presso la nostra sede in Via Scalabrini 2/4 a Como.

 

L’importanza delle immagini sui social: i migliori siti dove scaricare risorse gratuite

L’importanza delle immagini sui social: i migliori siti dove scaricare risorse gratuite

I social media si evolvono, cambiano e con essi anche i formati dei contenuti multimediali. Se il testo è sempre necessario, anche sulla piattaforma social dedicata ai video brevi come TikTok, i formati dei contenuti multimediali cambiano.

Basti pensare a Instagram, il social visual per antonomasia nato nel 2010, ha introdotto numerose novità negli anni; l’ultima in ordine di tempo sono gli Instagram Reels, brevi video multi-clip della durata di 15 secondi, che vengono penalizzati se sono a bassa risoluzione, con watermark di TikTok, o se parlano di politica.

È utile allo scopo l’articolo sul funzionamento dell’algoritmo che, martedì 8 giugno Adam Mosseri, CEO di Instagram, ha deciso di spiegare sul blog della società per rispondere alle domande che utenti, influencer e agenzie si pongono da sempre nell’utilizzo della piattaforma.

È possibile  leggerlo qui: https://about.instagram.com/blog/announcements/shedding-more-light-on-how-instagram-works

Attraverso il formato video è possibile comunicare molte più informazioni rispetto ad un’immagine; esso viene spesso utilizzato nella fase alta del funnel, dove l’obiettivo è farsi conoscere meglio, comunicare la personalità e i valori del proprio brand. Oltre al formato video, anche le immagini assumono un ruolo importante nella strategia di comunicazione digitale.

Le risorse gratuite o pagamento messe a disposizione sui siti stock, usate con parsimonia, assolvono a molteplici funzioni: aiutano ad amplificare la User Experience (UX) e a far sì che il customer journey sia memorabile. Qualora avessi bisogno di una consulenza o di un supporto non esitare a contattarci https://comoco.it/contattaci/

Secondo BuzzSumo, i blog post che contengono un’immagine ogni 75-100 parole ottengono il doppio delle condivisioni rispetto ai post con meno immagini. D’altronde le persone ricordano circa il 65% di un messaggio quando è associato a un’immagine pertinente.

Un post sui social che include un contenuto multimediale, di solito performa meglio rispetto allo stesso contenuto senza l’utilizzo di immagini o video. Partendo dal presupposto che il nostro team possiede approfondite competenze del pacchetto Adobe e le applica per tutti i propri clienti, suggeriamo di seguito alcuni siti web free & royalty-free per la gestione delle immagini:

Freepik
Utile per: scaricare asset grafici anche vettoriali: immagini. icone, file PSD
link: https://it.freepik.com/

Gyphy
Utile per: 
scaricare GIF animate
Link: https://giphy.com/

Pexels

Utile per: 
scaricare immagini e video royalty-free
Link: https://www.pexels.com/it-it/

Pixabay

Utile per: scaricare immagini e video free
Link: https://pixabay.com/it/

Lottiefiles

Utile per: Scaricare illustrazioni animate
Link: https://lottiefiles.com/

Unsplash

Utile per: scaricare immagini free
Link: https://unsplash.com/

Canva

Utile per: scaricare immagini free
Link: https://www.canva.com/photos/

Storyset

Utile per: Scaricare illustrazioni gratuite ed editabili
Link: https://storyset.com

Qualora avessi la necessità di definire lo stile della tua comunicazione aziendale, il logo o di creare un’immagine coordinata, meglio sempre affidarsi ad un’agenzia specializzata e di notevole esperienza nel campo da molti anni:
ComoComunica: https://comoco.it/, email: info@comoco.it, telefono: 031 4490536, Uffici in Via Scalabrini 2/4 a Como.

Facebook Pixel: cos’è e come utilizzarlo correttamente

Facebook Pixel: cos’è e come utilizzarlo correttamente

Per progettare in maniera strategica una campagna Facebook, non si può non conoscere il Facebook Pixel, un codice JavaScript che Facebook mette a disposizione di ogni Ad Account.

A cosa serve

Si tratta di uno snippet di codice javascript da inserire nel proprio sito web, all’interno di ogni pagina che si vuole, e che consente di misurare l’andamento delle campagne pubblicitarie, nonché ottimizzarle e soprattutto definirne il pubblico.

Potrebbe capitare che terzi possano prendere il tuo pixel ID e lo installino altrove non facendoti raggiungere in retargeting persone realmente interessate al tuo business. Qualora fossi curioso di sapere come evitare che ciò succeda, non esitare a contattarci https://comoco.it/contattaci/ per effettuare un periodico audit del Pixel.

Il Facebook Pixel permette di raccogliere molti dati dalle campagne, fondamentali a Facebook per trovare persone con caratteristiche comuni. Di seguito gli ottimi utili motivi per installarlo:

  • Tracciare il numero di conversioni come iscrizioni a newsletter, acquisti, il CPA ed il conversion rate
  • Essere d’aiuto nel reporting: i carrelli e-commerce possono trasferire i dati sugli importi degli acquisti a Facebook, permettendoci di calcolare facilmente il ROAS.
  • Analizzare il funnel di vendita: si può guardare non solo il numero di prodotti visualizzati in un e-commerce confrontandolo col numero di aggiunte al carrello ma anche il numero di flussi di checkout iniziati oltre al numero di acquisti. Quando il tasso di conversione è basso in uno dei passaggi, il Pixel mostra dove intervenire per migliorare il proprio funnel.
  • Costruire le custom audience dei visitatori del proprio sito web per fare retargeting, risparmiando budget ed evitando che un’inserzione venga mostrata nuovamente alle persone sbagliate.
  • Creare rapidamente Lookalike Audience: basandosi sul Facebook Pixel si aggiorneranno dinamicamente nel tempo per essere rilevanti nelle campagne rivolte ad un pubblico freddo.
  • Realizzare inserzioni dinamiche che permettono di fare retargeting su visitatori recenti del proprio sito web mostrando loro esattamente i prodotti che hanno visto sul sito.

Come si installa

Una volta creato da “Gestione Inserzioni” nella sezione “Pixel” si può configurare autonomamente o installarlo sul proprio sito col nostro aiuto. Funziona grazie agli “eventi” ovvero azioni specifiche, come aggiungere un prodotto al carrello, eseguite da un visitatore nel sito web.

Il Pixel di Facebook le registra in modo che si possa sapere quando un utente le compie, per esempio, dopo aver visto un’inserzione su Facebook. Cosa aspetti? Il Pixel non raccoglie i dati delle campagne Facebook retroattivamente quindi attivalo subito!

Quali sono gli errori da evitare quando si utilizza il Facebook Pixel? Qualora volessi ricevere informazioni e supporto in merito, non esitare a scriverci un’email a info@comoco.it o a telefonarci allo 031 4490536

Il Pixel è uno solo, anche se ha 17 sottocategorie chiamate “Eventi standard” per permettere di tracciare diverse azioni su più pagine, come gli acquisti andati a buon fine (thank you page) o quando una persona trova una location con un apposito tool con l’intento di recarvisi.

Per verificare che il Facebook Pixel sia installato in modo corretto su un sito web utilizza il plugin per Chrome “Facebook Pixel Helper”.

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Influencer marketing e TikTok

Influencer marketing e TikTok

La definizione dell’accordo più adatto tra l’azienda e l’influencer prescelta è un aspetto molto importante. Una volta trovato, si prosegue con la sottoscrizione di un contratto tra le parti che tuteli entrambe. L’influencer è obbligato a specificare i contenuti sponsorizzati dall’azienda e s’impegna a pubblicarli sul suo profilo attraverso l’utilizzo degli hashtag #ad o #adv (advertised post) oppure l’indicazione di contenuti brandizzati o “branded content” o infine di un’etichetta, collocata sopra il visual del contenuto creato, che specifichi “partnership pubblicizzata con @nomeazienda“.

Il beneficio di questa funzione consiste nell’aver accesso agli insights dei post che l’azienda sponsorizza attraverso l’influencer. In questo modo risulta più facile valutare l’efficacia della collaborazione, proprio come se fosse un contenuto creato dal profilo dell’azienda.

Ben diverse sono le esperienze di influencer marketing su TikTok i cui tiktoker o muser possono invitare i propri follower ad accettare la sfida/challenge ed emularli. Per individuare i profili più adatti al tuo brand si può effettuare una ricerca sull’app tra creator e hashtag o analizzare cosa propone l’algoritmo nei “Per Te” sulla base degli interessi e delle interazioni.

Come funziona l’algoritmo TikTok

L’esperienza di fruizione dei contenuti su TikTok si basa sulle due sezioni dell’app:

  • Following: mostra i contenuti degli account che già segui;
  • For You: i contenuti che appaiono in questo feed si affinano man mano che si utilizza la piattaforma. L’algoritmo studia cosa viene più apprezzato e mette in evidenza i contenuti che si potrebbero  commentare, salvare o condividere di più. È come la sezione Esplora di Instagram!

Qualora avessi domande su TikTok Ads o volessi supporto e maggiori informazioni su di esso oppure fossi curioso di sapere quali campagne advertising TikTok potrebbero risultare maggiormente efficaci per la tua attività non esitare a telefonarci allo 031 4490536

I fattori che influenzano l’algoritmo di TikTok sono:

  • Hashtag che facciano scoprire i contenuti e far comprendere all’algoritmo il valore del profilo 

Nel tab Discover dell’app si trovano quelli più popolari (evidenziati dal simbolo del fuoco).

  • Didascalie brevi e velocemente fruibili (domande, battute, copy misteriosi, teaser)

Per migliorare l’engagement, inizia una conversazione nei commenti così saranno visibili in alto.

  • Musiche e suoni di tendenza
    All’interno del Video Editor (sezione Sounds), nei preferiti, nel tab Analytics degli account Pro (suoni più ascoltati dai Follower), si possono identificare quelle che stanno ottenendo più traction grazie all’algoritmo.
  • Attività del pubblico
    Attivando un account TikTok Pro è possibile comprendere quando il pubblico è più attivo e quali sono i giorni e gli orari in cui è meglio pubblicare.
  • Editing Video
    Sfruttare il seamless loop perché l’algoritmo sembra premiare quei video in cui non è evidente lo stacco e la clip ricomincia daccapo, invogliano le visualizzazioni ripetute.
  • Location
    Gli utenti iniziano ad interagire con i contenuti pubblicati nei loro dintorni.
  • Slow Burn
    È il fenomeno che descrive quei contenuti che ricevono scarso engagement e bassa reach dopo essere stati pubblicati, ma in poco tempo diventano virali.

Il mio target è su TikTok? Chi dovrebbe investire su questa piattaforma?

Prima di pianificare una campagna di influencer marketing occorre studiare bene mercato, target e soprattutto avere ben chiara l’idea da comunicare e scegliere la giusta modalità.

È vero che il 41% degli utenti su TikTok ha un’età compresa tra i 16 e i 24 anni, però nell’ottica di medio-lungo termine soprattutto, se i nostri obiettivi sono generare engagement e awareness, TikTok è sicuramente un’ottima scelta. Le attivazioni preferite dai grandi brand per il lancio di prodotti sono il racconto live storytelling a pagamento o in cambio merce.

Lavorando bene con la community e coi follow l’app segnala periodicamente profili interessanti in linea con il brand, ma la piattaforma ufficiale di collaborazione tra brand e creator per le campagne di marketing su TikTok è il TikTok Creator Marketplace (TCM).

L’algoritmo è in costante aggiornamento in base ai trend di mercato, ai comportamenti degli utenti e alle funzionalità in app: ti abbiamo presentato ben 7 elementi da tenere d’occhio nelle tue campagne. Vuoi ricevere supporto o una consulenza dedicata su quanto sopra esposto? Contattaci https://comoco.it/contattaci/

 

Gamification: come integrarla in una campagna di lead generation

Gamification: come integrarla in una campagna di lead generation

Oggi il Customer Journey non è più un semplice processo lineare e le persone non vogliono essere più solo acquirenti ma sentirsi parte del brand a livello emotivo. Le emozioni giocano un ruolo centrale nel processo decisionale di un prodotto o servizio. Per questo motivo, la Gamification è una strategia che non può assolutamente mancare nella tua campagna di lead generation; essa è proprio necessaria per coinvolgerle e renderle protagoniste, guidandole nel raggiungimento di determinate azioni.

Hai mai svolto una campagna di lead generation? Visita il nostro sito https://comoco.it/ e leggi questo breve e utile articolo https://comoco.it/lead-generation-preparativi-attrarre-tuoi-futuri-clienti/

La Gamification si basa sui princìpi e sulle dinamiche dei giochi e/o videogiochi al fine di catturare l’attenzione delle persone, farle impegnare e spingerle volontariamente a trovare soluzioni. In sostanza ingaggiarle spontaneamente, senza costringerle a partecipare, è molto importante per le aziende perché permette di:

  • instaurare un rapporto duraturo con chi ha già acquistato, utilizzando l’effetto di dipendenza che le logiche di gioco possono innescare;
  • aumentare l’engagement in un canale social, tenendo presente che il divertimento non è il fine della Gamification, bensì lo strumento con cui portare gli utenti a vivere un’esperienza divertente e interattiva al termine della quale saranno soddisfatti del tuo prodotto o servizio;
  • acquisire nuovi utenti rendendoli partecipi della community a tal punto che sponsorizzeranno il gioco di loro iniziativa per quanto ne saranno innamorati;
  • profilare e raccogliere dati preziosi sui partecipanti analizzando il loro comportamento in fase di gioco per poi condurli verso il percorso di vendita più compatibile con le loro caratteristiche.

Gli elementi per la costruzione del gioco

 Non è facile tenere “incollate” le persone allo schermo, facendo perdere loro la cognizione del tempo ed evitare che abbandonino il gioco dopo qualche minuto. Durante il gioco una persona che si diverte raggiunge il cosiddetto Flow, ovvero quello stato di massima concentrazione da far dimenticare tutto ciò che accade intorno a lui.

Ciò significa che è fondamentale creare un’esperienza in cui il gioco sia funzionale al raggiungimento di un risultato stabilito a monte, personalizzando sempre le sue caratteristiche sulla base dei dati raccolti. Tanti sono i fattori da tenere in considerazione: dagli interessi del giocatore (utente) al momento in cui si decide di inserire una sfida/richiesta all’interno del Customer Journey.

Creare un’efficace strategia di gamification è impegnativo: bisogna pensare ai tanti elementi che la compongono. Qualora avessi necessità di una consulenza su misura non esitare a contattarci https://comoco.it/contattaci/, scriverci un’email a info@comoco.it o telefonarci allo 031 4490536.

Esempi virtuosi per stimolare la community tramite la Gamification

Il programma TripCollective premia i recensori assegnando dei punti ogni volta che aggiungono contenuti su Tripadvisor. Maggiore è il numero delle attività con cui l’utente contribuisce (scrive recensioni, pubblica foto, condivide punteggi) in una categoria, più punti TripCollective accumula per poi ricevere specifici distintivi. Questo sistema di rewarding aumenta il tasso di fidelizzazione dei recensori al brand TripAdvisor.

Con le stelline ottenute dai clienti quando fanno acquisti nelle caffetterie, Starbucks li premia con sconti o assegna missioni da completare per ottenere stelle bonus. Più si consuma tramite l’app, più Starbucks impara a conoscere le preferenze dei propri clienti. Con l’aumento delle ordinazioni, l’algoritmo offre ricerche mirate, basate sull’esperienza e sui gusti del cliente,  ottenendo ordini con un margine di profitto più elevato. Il programma Digital Flywheel, attivo dal 2017, è riuscito ad incrementare l’engagement e le vendite in-store alle “stelle”.

Tra le app che premiano l’allenamento sportivo e il raggiungimento degli obiettivi ci sono Habitica, che aiuta a trasformare le abitudini ginniche in un gioco di ruolo, e Zombies, Run! ancora più divertente per fare jogging. Il suo successo è dovuto alla trasformazione dell’abituale corsa in un’avventura narrativa.

Continua a seguirci sul nostro blog https://comoco.it/il-blog-di-comocomunica/ per restare aggiornato sulle ultime novità nel mondo del digital marketing.

3 suggerimenti per fidelizzare i clienti mediante la newsletter

3 suggerimenti per fidelizzare i clienti mediante la newsletter

Rispetto alle DEM (le campagne di Direct Email Marketing utili a promuovere prodotti, servizi o eventi) le newsletter sono più informative perché vengono inviate ai clienti per mantenere vivo il loro interesse, incrementare la fidelizzazione e generare nuove conversioni.

Proprio per la loro natura relazionale, il contenuto deve essere coinvolgente, comprensibile e non eccessivamente lungo. Occorre che manteniate un’immagine coordinata e utilizziate il tono di voce che caratterizza la vostra comunicazione.

A partire dalla nostra consolidata esperienza in ambito di email marketing, abbiamo identificato tre modi con cui un’azienda può fidelizzare i clienti attraverso la newsletter:

Non creare newsletter autoreferenziali e solo commerciali

Create contenuti di qualità prodotti da voi, che abbiano una forte identità e siano coerenti con la vostra azienda per costituire una community. È auspicabile alternare email promozionali, contenenti proposte e offerte, ad altre di carattere informativo, effettuando prima un test su una lista ridotta, per valutare le reazioni degli iscritti.

Sono molte le opportunità offerte dall’email marketing! Se sei pronto a coglierle, ma hai dubbi sulla strategia migliore per la tua attività, non esitare a contattarci https://comoco.it/il-blog-di-comocomunica/

  1. Stabilire un appuntamento fisso e rispettarlo sempre

L’attesa di una newsletter generosa non può essere disattesa. La frequenza d’invio dipende dal tipo di contenuti da veicolare. Avete scelto ad esempio il venerdì mattina di ogni settimana come momento più efficace nel quale inviare la newsletter? Bene, in questo modo create un vero e proprio rito per chi vi segue.

  1. Coccolare gli iscritti regalando ogni tanto dei codici sconto

La promozione continua di sconti e coupon può far scemare l’interesse dell’utente con il tempo. Non utilizzate indirizzi del tipo “no-reply” perché non vi permettono di instaurare un dialogo con chi vi legge. Regalare contenuti di valore alle persone è il miglior modo per ricevere in cambio risposte e suggerimenti per migliorarla.

Il principale obiettivo delle newsletter è far sì che il destinatario le apra e l’oggetto del messaggio deve contenere parole strategiche che catturino la sua attenzione rispetto alle centinaia di email che riceve ogni giorno. Inviare email in occasione di compleanni e anniversari incrementa le transazioni di circa 5 volte rispetto alle normali email. Analizzate periodicamente i risultati delle campagne osservando 3 indicatori:

  • il tasso di rimbalzo (rapporto tra le email non consegnate che restituiscono un messaggio di errore DNS o SMTP e il numero totale delle email inviate), in particolare l’hard bounce (il nome di dominio non esiste più o la sintassi dell’email non è corretta) dovrebbe essere sempre 0%
  • il tasso medio di apertura (rapporto tra le email aperte dai contatti e il numero di email consegnate) permette di valutare la pertinenza dell’oggetto dell’email, la qualità e il coinvolgimento della vostra lista contatti.
  • il tasso medio dei clic (rapporto tra il numero di email in cui un contatto ha cliccato su un link e il numero di email inviate) permette di valutare l’interesse dell’offerta e l’efficacia delle call to action.

Secondo lo studio di Litmus in tutto il mondo il tasso medio di apertura è del 22,8%, mentre il tasso medio dei clic è del 3,5%; per cui ci si può ritenere soddisfatti quando si superano queste percentuali.

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Lead generation: i preparativi per attrarre i tuoi futuri clienti

Lead generation: i preparativi per attrarre i tuoi futuri clienti

Conosci gli 8 elementi indispensabili per un’efficace landing page? Corri a leggerli: ne avevamo parlato in un precedente articolo. Per far sì che la landing page sia facilmente fruibile dagli utenti, occorre innanzitutto ottimizzarla per i dispositivi mobili. Sarà necessario poi avviare una campagna di lead generation, senza trascurare la possibilità di fare campagne sponsorizzate aventi l’obiettivo di acquisire nuovi contatti direttamente sulle piattaforme social come Facebook e LinkedIn.

La percezione del prodotto in base al “calore” del pubblico

Ricevi talvolta richieste di contatto su LinkedIn da persone che non conosci e poi quando accetti ti arriva subito dopo un messaggio privato con cui esse cercano di venderti un prodotto o servizio? Si tratta della vendita cosiddetta  “a freddo”, ossia senza alcun step intermedio, tra il momento del contatto e quello della proposta vera e propria. Come mostra Seth Godin, in “This is Marketing”, questo approccio non funziona, occorre infatti arrivare dritti al cuore di ogni singola persona.

Il primo passo per riuscirci è invece la profilazione degli utenti, necessaria per capire come comunicare, ossia nella maniera più appropriata, il tuo prodotto e agire successivamente in modo da portarli ad essere “caldi”. 

Qualora volessi ricevere consigli, informazioni, supporto o quant’altro in merito alle campagne di Lead Generation, non esitare a scriverci un’email a info@comoco.it, a telefonarci allo 031 4490536 o venendo a trovarci presso la nostra sede in Via Scalabrini 2/4 a Como.

La calamita per le campagne di Lead generation

Conquistare il pubblico non è per niente semplice, soprattutto quando devi confrontarti con migliaia di competitor. Dai perciò un “assaggio” o una prova/demo del tuo prodotto/servizio creando un contenuto o un incentivo che sia funzionale al pubblico e allo stesso tempo dimostri il reale valore aggiunto promesso.

Il tuo obiettivo è quello di avere nuovi iscritti alla tua newsletter? Offri magari un ebook in cambio della preziosa iscrizione. Vorresti più partecipanti all’evento online che stai organizzando? Il lead magnet potrebbe essere un codice sconto, dedicato ai primi 10 iscritti entro una determinata data, per l’acquisto del biglietto, facendo leva sui principi di scarcity e urgency.

Naturalmente tutto dipende dalla fase del funnel in cui si trova il potenziale cliente: è infatti controproducente proporre un acquisto a chi ti ha appena conosciuto. Quando il contatto, entrato nel funnel, non è ancora pronto per acquistare, allora deve essere “nutrito” con una serie di contenuti personalizzati e rilevanti, che hanno lo scopo di costruire e infondere fiducia e siano capaci di rispondere alle sue obiezioni (lead nurturing).

HubSpot, Salesforce, Zoho CRM, CRM in Cloud: scegli uno di questi software per la gestione della lista contatti in modo da assegnare un punteggio a ogni azione compiuta dall’utente (es: un punto per l’apertura dell’email, due per il click sul link e così via) all’interno della mailing list. All’utente che alla fine ottiene un certo punteggio, da te deciso e impostato, dovrà arrivargli, in automatico, un’email di vendita.

Parlaci del tuo progetto e delle tue esigenze: sceglieremo insieme a te la migliore strategia di lead nurturing  https://comoco.it/contattaci/

Landing Page efficace: 8 elementi per il successo della tua attività

Landing Page efficace: 8 elementi per il successo della tua attività

Uno degli errori più grandi è la valutazione del proprio sito web come il punto di arrivo di una strategia di promozione, invece esso rappresenta il punto centrale della strategia. Si tratta infatti di un canale necessario per comunicare con il pubblico individuato e per creare il proprio percorso di acquisizione clienti.

Perché far “atterrare” l’utente su una landing page?

La landing page è la cosiddetta “pagina di atterraggio” che ha l’obiettivo di fornire tutte le informazioni utili a convincere il visitatore a compiere una determinata azione (acquisto di un prodotto, download di un servizio, conferma di iscrizione a un evento e così via). Può essere sviluppata all’interno di un CMS (Content Management System) come WordPress, aggiungendo particolari funzionalità tramite dei plugin come Elementor, grazie al sistema drag & drop.

 

È fondamentale che sia ben visibile da qualsiasi tipologia di dispositivo. La creazione di un’efficace landing page richiede un’attenta e precisa pianificazione delle attività. Per maggiori delucidazioni o attività non esitare a contattarci  su https://comoco.it/contattaci/

 

Come progettarla per attirare in pochi secondi  l’attenzione di un utente?

Il framework CONVERTS ti permette di seguire uno schema per strutturare un’efficace landing page. Vediamo insieme gli otto elementi che rappresentano l’acronimo:

  1. C come Clear Call To Action (CTA)
  2. O come Offer
  3. N come Narrow Focus
  4. V come Very Important Attributes (VIA)
  5. E come Effective Headline
  6. R come Resolution-Savvy Layout
  7. T come Tidy Visuals
  8. S come Social Proof

 

Chiamata all’azione chiara: sfrutta sempre al meglio l’esiguo spazio a disposizione all’interno del pulsante, non limitandoti a riempirlo con un banale “Clicca qui”. Utilizza brevi, chiarissime e invitanti CTA come “Comincia subito” trasmettendo l’importanza di scaricare un video nell’immediato.

Offerta: utilizza un lead magnet che incentiva le persone a lasciare i propri dati o iscriversi alla newsletter per ottenere l’ambito codice sconto. Il visitatore impiega 8 secondi o anche meno per decidere se rimanere sulla pagina o abbandonarla: quindi rendi concisa l’offerta di valore! È fondamentale scegliere un tono di voce che trasmetta la tua personalità così il lettore si innamorerà e si ricorderà di te e della tua ttività.

Messa a fuoco: elimina tutto ciò che è superfluo come alcune animazioni e ingombranti blocchi di testo. Lascia solo l’essenziale “less is more”.

Attributi molto importanti: esplicita i benefici che i tuoi potenziali clienti possono ottenere entrando in contatto con la tua realtà e le esigenze che possono essere soddisfatte con il tuo prodotto o servizio.

Titolo efficace: accertati che il titolo sia messo in evidenza, più del logo o del nome della tua attività. Spiega sinteticamente quale valore generi ai tuoi clienti e perché dovrebbero scegliere il tuo prodotto o servizio rispetto a quello della stessa concorrenza (Value Proposition).

Layout ottimale: mantieni pulita la struttura della pagina per permettere al visitatore di concentrarsi sugli aspetti essenziali legati alla tua attività: logo, titolo, CTA principale e un supporto visivo, sotto forma di immagine evocativa, a lato o come sfondo, oppure un’illustrazione metaforica.

Grafica ordinata: non eccedere con gli elementi grafici (le foto stock fanno abbassare la credibilità), perché appesantirebbero il caricamento della landing page. La velocità conta così come l’esperienza.

Riprova sociale: inserisci recensioni dei clienti e certificazioni dei tuoi partner per infondere fiducia e affidabilità nella tua attività.

 

Noi di Comocomunica da anni sperimentiamo versioni diverse della landing page per capire quale di esse ottiene il miglior tasso di conversione. Abbiamo inoltre l’esperienza e le competenze specialistiche per raggiungere i tuoi obiettivi. Qualora tu abbia necessità d’indicazioni o di un supporto, puoi contattarci anche con un’email a info@comoco.it,  al tel. 031 4490536 o venendo a trovarci presso la nostra sede in Via Scalabrini 2/4 a Como.

Continua a seguirci sul nostro blog https://comoco.it/il-blog-di-comocomunica/ per restare aggiornato sulle ultime novità nel mondo del digital marketing.

Email marketing: l’importanza della segmentazione del tuo pubblico

Email marketing: l’importanza della segmentazione del tuo pubblico

Partiamo da un’affermazione che sentiamo spesso: “l’email marketing è una perdita di tempo”.
Sarà vero? Sicuramente l’invio massivo di email, con qualunque prodotto e servizio a sconosciuti utenti della tua
newsletter, non ti permetterà di coltivare un rapporto con loro. Anzi si rischiano anche sanzioni quando la lista di
indirizzi email non è stata acquisita nel pieno rispetto del GDPR.
Sta a noi identificare come e quando inviare le nostre comunicazioni di posta catturando l’interesse del pubblico, in
modo che decida spontaneamente di acquistare un tuo prodotto o servizio. Per questo motivo è fondamentale
tracciare la mappa del tuo percorso di acquisizione clienti e segmentare la tua lista contatti.
Vediamo come agire per organizzare i contenuti della tua newsletter in base alle liste di utenti:

1. Non clienti (chi conosce l’azienda e ha interagito con le tue inserzioni, ma non ha compiuto specifiche azioni verso i tuoi contenuti)

Contenuti consigliati:
● racconta perché dovrebbe scegliere la tua azienda o il tuo prodotto piuttosto che la concorrenza
● trasmetti il valore dei tuoi prodotti grazie alla riprova sociale (testimonianze, case history di clienti soddisfatti,
risultati raggiunti che ti rendono autorevole ai suoi occhi e così via).
Non tutti i contatti presenti nel tuo database sono uguali. Attraverso un’opportuna segmentazione del database puoi
monitorare ad esempio ogni quanto i tuoi clienti acquistano nell’arco di un determinato periodo.
In ComoComunica non valutiamo la strategia di email marketing solo dalle interazioni degli iscritti sui contenuti inviati,
ma guardiamo anche le metriche di vanità come click-through-rate, open e conversion rate. Per qualsiasi curiosità
riguardo la tua attività di e-mail marketing, non esitare a contattarci attraverso il nostro form
https://comoco.it/contattaci/.

2. Interessati a un determinato prodotto o servizio (chi abbandona il carrello di un ecommerce o ha scaricato i tuoi materiali gratuiti, richiede informazioni o un preventivo lasciandoti i suoi dati)

Contenuti consigliati:
● fornisci ulteriori motivazioni affinché scelga il prodotto di suo interesse mostrando recensioni positive;
● nel caso di un ecommerce offri un piccolo sconto
Le interfacce dei numerosi tool di email marketing sono diverse, ma le funzionalità sono simili per quanto riguarda la
gestione delle liste. Pertanto alla base dell’utilizzo di questi strumenti è importante aggiornare le impostazioni relative
ai comportamenti del pubblico presente nella tua lista.
Scrivici un’email a info@comoco.it, chiamaci al 0314490536 o vieni a trovarci presso la nostra sede in Via Scalabrini,
2/4 a Como per ricevere maggiori informazioni in merito.

3. Clienti (chi ti ha già dato la sua fiducia acquistando ad esempio sul tuo ecommerce)

Contenuti consigliati:
● coinvolgilo nel post vendita con un sondaggio o iniziative che riguardino una raccolta punti
● proponi prodotti che completano e integrano il suo acquisto (up/cross selling)
● coccolalo nel tempo ricordandogli che ha fatto bene a sceglierti come suo fornitore.

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Twitter: monetizzare i contenuti, gruppi per la community e altro

Twitter: monetizzare i contenuti, gruppi per la community e altro

Twitter nasce nel 2006 in California come servizio di notizie e microblogging. Nel 2018 è arrivato a 321 milioni di utenti attivi al mese, un fatturato di oltre 2,5 miliardi di dollari l’anno e un valore di mercato pari a 10 miliardi di dollari.

Nel 2020 abbiamo visto una crescita del numero di iscritti del 20% rispetto agli anni precedenti, ma una diminuzione del fatturato, penalizzato anche dagli attacchi hacker che ha visto colpiti account di personaggi molto noti.

Attualmente le persone che visitano la piattaforma sono circa 500 milioni al mese; non tutti però sono iscritti al social, Twitter permette infatti di visualizzare gli altri account senza dover possedere un proprio profilo.

Siamo a disposizione nel caso avessi domande o volessi ricevere chiarimenti in merito ad alcune funzioni https://comoco.it/contattaci/

Il social network cinguettante

L’audience di Twitter è adulta e il 63% degli utenti ha un’età compresa tra i 35 e i 65 anni. Vediamo anche una differenza di genere notevole, infatti il 66% degli utenti sono uomini e solo il 34% donne. La sua crescita è stata costante nel tempo in quanto a metà del 2000 era considerato il più grande rivale di Facebook (nato nel 2004). Se però Facebook è stato pensato per essere una piattaforma di intrattenimento, Twitter invece è stato progettato per essere una piattaforma di informazione e uno strumento per fare giornalismo partecipativo.

La sua grafica è semplice e con poche funzioni che lo rendono facile da usare. È un canale perfetto anche per le aziende che vogliono raccontarsi e aggiornare il loro pubblico in modo distinto e formale. Un messaggio può avere un testo di massimo 280 caratteri, quindi deve essere conciso in modo da comunicare senza perdere l’attenzione dell’utente. Secondo uno studio del 2014 ben il 44% delle persone sulla piattaforma, che hanno un profilo, non twittano, ma sono iscritte per restare aggiornate.

Nel caso volessi ricevere maggiori informazioni su come iniziare a usare Twitter per il tuo Business, puoi scrivere un’email a info@comoco.it, chiamarci al 031 4490536 o venire a trovarci presso la nostra sede in Via Scalabrini, 2/4 a Como.

Ecco le ultime novità di Twitter:

Super Follow

Twitter ha presentato un progetto che vede la creazione di un nuovo modo per gli utenti di poter monetizzare il proprio profilo. Chi ha un seguito rilevante potrà creare dei contenuti premium a pagamento. I followers potranno visualizzarli pagando un’iscrizione mensile che permetterà loro di accedere ai contenuti extra, avere l’accesso ‘vip’ ai gruppi dedicati alla community e un badge da poter inserire nel proprio account per mostrare di essere parte di una fandom. Il costo dell’abbonamento è previsto essere di 4.99 dollari al mese.

Twitter Community

In futuro Twitter introdurrà i gruppi sulla propria piattaforma in modo che persone con gli stessi interessi, hobby e gusti potranno incontrarsi e avere conversazioni. Sarà un modo per stringere amicizie e trovare nuovi potenziali followers.

Birdwatch contro la disinformazione

Twitter ha deciso di combattere le fake news. Le notizie che sembreranno false saranno accompagnate da un ‘birdwatch’, cioè l’uccellino simbolo di Twitter che strizza un occhio. Twitter ha deciso anche di eliminare quei profili che contribuiscono alla disinformazione. Questa nuova feature verrà prima testata negli Stati Uniti.

Torna la spunta blu

Dal 2021 questa feature verrà sbloccata. Le categorie che potranno richiederla saranno 6: account governativi, aziende, marchi conosciuti, organizzazioni no profit rilevanti, VIP e personaggi attivi nel mondo dello sport, attivisti o persone influenti, che possono essere considerate ‘Twitter influencers’.

 

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Le ultime novità di Facebook per il 2021

Le ultime novità di Facebook per il 2021

La pandemia che ha colpito il mondo nell’ultimo anno ha limitato notevolmente le interazioni sociali reali, segnando un’impennata di successo per le interazioni sociali digitali.

Il colosso Facebook ne è un esempio. Il suo team ha comunicato come nel 2020 gli utenti attivi a base mensile sono arrivati ai 2,47 miliardi, ben il 12% in più rispetto al 2019. Questo ha segnato un conseguente enorme incremento economico per il Social Network che, nel suo terzo trimestre del 2020, ha reso pubblico il suo bilancio con un fatturato di 21,5 miliardi di cui 7,8 miliardi di utile netto.

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Facebook ha inoltre importanti novità in serbo per i primi mesi del 2021, vediamole insieme:

  • SCOMPARIRÀ IL TASTO ‘MI PIACE’ DALLE PAGINE: È da poco arrivato l’annuncio ufficiale che presto il tasto ‘mi piace’ sulle pagine scomparirà per sempre. Verrà sostituito con il tasto ‘segui’ introducendo finalmente anche su Facebook l’idea di Follower. Questo aiuterà molto i personaggi pubblici e gli influencer a capire in modo chiaro qual è la propria fan base.

 

  • FACEBOOK CONTRO LA DISINFORMAZIONE: Dopo lo scandalo Cambridge Analytica del 2018, che ha fatto perdere credibilità a Facebook davanti a miliardi di utenti, il social ha deciso di ristabilire un rapporto di fiducia diventando un paladino contro la disinformazione. Al momento si sta impegnando ad eliminare tutte le fake news sui vaccini e su covid-19. Le uniche informazioni a cui è permesso circolare sono quelle in accordo con l’Organizzazione Mondiale della Sanità e con altre organizzazioni sanitarie riconosciute. Facebook, inoltre, sta portando avanti una campagna in cui donerà a organizzazioni e istituzioni umanitarie 120 milioni di dollari utilizzabili in Facebook Ads per diffondere notizie reali e veritiere. 

 

  • FACEBOOK NEWS: Ecco approdare la nuova sezione ‘Facebook News’ che darà agli utenti notizie giornalistiche fresche ogni giorno. Lanciata in USA nel 2020 e nel Regno Unito nel gennaio 2021 sarà presto disponibile in tutta Europa. L’utente potrà anche selezionare le news che saranno veicolate dopo che avrà espresso la propria preferenza sulle categorie di interesse (es. cronaca, sport, tecnologia ecc…). Gli accordi che Facebook ha siglato con le case editrici inglesi per questo servizio ammontano a decine di milioni di sterline. Anche il test fatto negli Stati Uniti è stato un successo e prima del lancio definitivo Facebook si aspetta di siglare molti altri accordi con ulteriori testate giornalistiche.

 

  • I FACEBOOK SHOP: Nati alla fine del 2020 stanno cavalcando l’onda dell’e-commerce causata dalla pandemia. Facebook, in collaborazione con Shopify, darà la possibilità di aprire un vero e proprio shop online. Si potrà scegliere il layout che più si preferisce con i colori che rappresentano il brand e caricare il catalogo. I clienti potranno acquistare direttamente dalla pagina grazie all’appoggio della piattaforma Shopify. Se si possiede anche un profilo Instagram sarà possibile collegare l’ Instagram Shop con il Facebook shop e gestire insieme le vendite di entrambi. 

 

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L’evoluzione del webdesign dal 1993 a oggi

L’evoluzione del webdesign dal 1993 a oggi

Nel 1954 è stato fondato da parte dell’Unione Europea (per il solo scopo di studiare la composizione dell’universo) il CERN (“Conseil Européen pour la Recherche Nucléaire”). E’ qui che uno scienziato britannico di nome Tim Berners-Lee inventò il World Wide Web (www) nel 1989.

E’ proprio al CERN che venne realizzato nel lontano 1993 il primo sito internet; per commemorare il 20° compleanno, nel 2013, è stato messo online il suo link originale, visitabile al link http://info.cern.ch

Questa schermata è ciò che si poteva visualizzare oltre 20 anni fa raggiungendo il link; si trattava semplicemente di testo, più che di sito web, dove veniva spiegato il world wide web e alcune sue caratteristiche.

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Se non fosse stato per persone come Tim, probabilmente oggi non stareste leggendo questo articolo e noi non saremmo nemmeno qui a scriverlo…

Qui di seguito i maggiori cambiamenti nell’evoluzione del webdesign dal 1993 a oggi. Buona lettura!

 

1993. Il primo sito internet viene pubblicato da Tim Berners-Lee.

1996. Macromedia introduce Flash

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Macromedia è stata una società americana che si occupava per lo più di grafica; nel 1996 ha introdotto Flash. Macromedia Flash, chiamato anche Shockwave era una piattaforma per la creazione di grafica vettoriale e animazioni per i siti web. L’introduzione di Flash è stato un punto di svolta nel settore del web design e un trampolino di lancio per un ulteriore sviluppo nella progettazione web. Durante la fine degli anni ’90 e il primo periodo del 2000 praticamente qualsiasi sito web includeva un’animazione creata con Flash.

 

1998. viene rilasciato PHP3.0

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La versione base di PHP è stata creata in realtà nel 1994, sarebbe quindi meglio parlare di PHP 3 che è del tutto simile al PHP che vediamo tuttora nel 2016. Scritto con il linguaggio C, PHP sta per Personal Home Page Tools. PHP 3.0 era un potente strumento per la progettazione di siti e applicazioni web. La necessità di sviluppare siti web e-commerce è stato il motivo per cui PHP 3.0 venne creato. PHP 3.0 rimane ancora uno strumento popolare e utilizzato dalla maggior parte dei web designer. PHP 5.0 è stato rilasciato nel 2004 e l’ultima versione 5.6.21 è stata rilasciata il 28 aprile 2016.

 

2003. Arriva sulla scena di WordPress!

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WordPress è un CMS (Content Management System) che permette agli utenti di creare e gestire blog e siti internet. Questo strumento rivoluzionario è stato rilasciato nel 2003 e ha cambiato il web design per sempre. Questo strumento, infatti, ha permesso a utente di pubblicare, gestire e modificare i contenuti di un blog o pagina web con facilità e senza conoscenze tecniche di programmazione. WordPress ha dei modelli già pronti che un utente può scegliere e iniziare a creare la struttura di base di un sito web. È di gran lunga lo strumento più utilizzato per i siti web attualmente e viene anche usato dai web designer professionisti per la creazione di siti web.

 

2006. jQuery viene rilasciato

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jQuery è stato rilasciato nel 2006 con uno slogan “Write less, do more”. jQuery è una libreria JavaScript open source progettata per lo scripting HTML (ovvero per comporre pagine web). jQuery è oggi la più popolare libreria JavaScript conosciuta e il più utilizzato da tutti i web designer. La struttura base di un sito web può essere creata in pochi minuti con l’utilizzo di jQuery.

 

2008. Gli utenti che navigano su internet con dispositivi mobile sorpassano gli utenti di Internet desktop

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Per la prima volta in assoluto nella storia, gli utenti di internet mobile sono più numerosi degli utenti che navigano con computer. Oggi, nel 2016, 2 utenti su 3 utilizzano uno smartphone per accedere a Internet.

 

2010. Il termine web design responsive viene utilizzato per la prima volta

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Il concetto di web design responsive ha iniziato a prendere forma già nel 2004 ma dobbiamo aspettare il 2010 per far si che questo termine venne riportato e definito meglio in un articolo. Il web design responsive è stato indicato come una delle principali tendenze del web design dalla rivista .net nel 2012.

Il concetto di web design responsive è l’approccio verso la progettazione web con cui un sito internet può essere utilizzato in modo ottimale su tutti i tipi di dispositivi, dagli smartphone ai computer. Questo concetto defini poi il termine mobile friendly; con l’aggiornamento dell’algoritmo di Google il 21 aprile 2015, il fatto che un sito web sia mobile friendly o meno, è diventato un fattore importante ai fini del posizionamento di un sito web; in altre parole, se non si ha un sito web responsive, questo viene penalizzato nella classifica (ranking) dei risultati di ricerca su Google.

 

2014. L’arrivo di HTML5

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HTML5 è l’ultima versione di HTML (Hyper Text Markup Language). E ‘il codice di base con cui tutte le pagine web sono scritte e progettate. L’ultima versione HTML 4 è stata standardizzata nel 1997. La nuova versione 5.0 è un enorme salto in avanti in quanto, ha molte novità da offrire per i web designer e quindi il navigatore finale.

La progettazione e la creazione di animazioni, ad esempio, è molto più facile con HTML5. HTML5 è molto più veloce e molto più leggero di GIF animate che sono state create e utilizzate nel corso degli anni. In media, un video HTML5 è quasi il 10% inferiore rispetto alle dimensioni di una GIF animata e quindi richiede un tempo di download molto minore a vantaggio della navigazione dell’utente, soprattutto mobile dove la connessione ad internet può essere più lenta. HTML5 è uno strumento perfetto poi per realizzare sito web mobile friendly.

 

2016. Quali sviluppi futuri proporrà il mondo del WebDesign secondo voi? Fateci sapere la vostra!

Le professioni del web marketing in italiano!

Le professioni del web marketing in italiano!

Quali sono le professioni del web marketing più diffuse e qual è il ruolo specifico di ogni specialista? Se, ad esempio, non sai qual è la differenza tra un SEO e un SMM questo articolo fa per te! Con questo articolo ti spieghiamo brevemente di cosa si occupano le principali figure professioniste nel mondo del web marketing.

Web marketing figure professionistiWeb developer: il web design è la progettazione tecnica, strutturale e grafica di un sito internet. Questa figura è una  persona altamente qualificata nel linguaggio informatico e di solito l’ingegnere informatico è il profilo ideale per questa attività.
Accanto alle competenze tecniche, la figura ha una certa capacità creativa per la realizzazione di un sito web che sappia cogliere l’interesse del pubblico partendo proprio dal design della pagina.

Mobile developer: è la figura che si occupa di sviluppare applicazioni mobile; è simile al web developer e ha conoscenze nell’ambito di sviluppo software tradizionali e linguaggi di programmazione differenti da quelli web HTML o PHP (come java o objective-C). Una caratteristica fondamentale è che le app mobili sono spesso scritte appositamente per sfruttare tutte le funzionalità offerte dai dispositivi mobili su cui vengono installate, come ad esempio per un APP, la possibilità di sfruttare l’accelerometro dello smartphone piuttosto che la fotocamera del device. Recentemente, si stanno sempre più diffondendo tecnologie ibride per lo sviluppo di APP (come ad esempio Xamarine) che permettono lo sviluppo di APP riducendo tempi e costi rispetto ad applicazioni native.

SEO specialist: il suo lavoro consiste nell’ottimizzazione delle pagine affinché i motori di ricerca le indicizzino con maggiore facilità e possibilmente nelle prime posizioni. Con il termine SEO (Search Engine Optimization) si intendono tutte quelle attività che hanno l’obiettivo di aumentare il volume di traffico che un sito può ricevere attraverso i motori di ricerca come Google. Tali attività comprendono l’ottimizzazione sia del codice interno della pagina, sia dei contenuti presenti sul sito web (testi, foto e link).
Il SEO specialist interagisce spesso con copywriter e blogger, per ottimizzare tutti gli aspetti legati ai contenuti legati alle pagine web.

Web marketing

Social Media Manager: questa figura si occupa di creare, gestire e amministrare tutte le attività legate ai canali social network di un’azienda o brand. Il SMM ha lo scopo principale di creare una strategia comunicativa efficiente per lo sviluppo della cosiddetta brand awareness, ovvero la notorietà di un brand. Gli altri obiettivi di questa figura sono la generazione del traffico sui canali social network e la generazione di traffico da e per siti internet; deve conoscere perfettamente tutte le funzionalità dei principali social network, le dinamiche del viral marketing e il comportamento degli utenti online. Il social media manager interagisce con copywriter e graphic designer per la realizzazione di contenuti originali e di impatto.

Digital PR: con l’avvento della comunicazione sempre più digitale, alcune professioni, che prima si svolgevano per lo più attraverso incontri e telefonate, sono state digitalizzate nel vero senso della parola. Con la sigla PR fino a poco tempo fa si descriveva la classica figura del Public Relator, ovvero chi si occupava di intrattenere le pubbliche relazioni; oggi si parla invece di Digital PR, un professionista che svolge la stessa professione prevalentemente online. Tale figura ha il compito di promuovere i progetti creati dalla propria azienda/organizzazione con gli opinion leaders, i blogger e i marketer influencer che operano in rete al fine di allargare la notorietà (awareness) dei progetti/servizi. Chi svolge questa attività, solitamente, proviene da un’esperienza di ufficio stampa tradizionale.

User Experience designer: più comunemente noto come UX Designer; ha il compito di integrare i requisiti dell’utente, i requisiti dell’applicazione, gli aspetti di accessibilità e di usabilità in un layout visuale (interfaccia) e in un modello di interazione (detto “esperienza dell’utente”) il più possibile funzionale. Allo User Experience Designer compete lo sviluppo di uno “stile” visuale e interattivo che possa allo stesso tempo caratterizzare un’applicazione Web (dotandola di caratteri distintivi) e garantire il raggiungimento efficace (portarlo nel punto giusto) ed efficiente (fargli fare il giusto numero di click) degli obiettivi dell’utente.
Ad esempio, in un caso pratico, l’UX designer studia il processo di acquisto in un sito e-commerce per vedere se gli utenti trovino il processo di acquisto facile e piacevole cercando di ottimizzare e facilitare questo processo.

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Blogger: spesso la figura del blogger coincide con quella di un copywriter anche se non è sempre cosi. Il blogger è la figura che scrive i contenuti all’interno di un blog. È una figura molto vicina al mondo letterario in quanto deve saper attirare l’attenzione degli utenti, trascinandoli in un dibattito online con articoli brevi ma non scontati.

Web marketing specialist: come fa intendere il termine, è un esperto di marketing applicato al Web. Deve conoscere le dinamiche del web, suggerire come, dove e quanto investire online per promuovere un sito internet, realizzando un piano di marketing preciso e completo (obiettivi del piano, budget da investire, misurazione, risultati previsti, strategia ed esecuzione). Interviene in tutte le fasi di processo per assicurare che il piano di marketing venga rispettato e lavora a stretto contatto con il SEO specialist e il Social media manager.

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e-Commerce manager: è colui che coordina e gestisce un e-commerce; è una figura molto versatile poiché, oltre a chiarire le strategie di vendita di un negozio online, è ovviamente anche responsabile del raggiungimento degli obiettivi di vendita. L’e-commerce manager possiede delle competenze digitali specifiche che permettono la gestione delle vendite online. Una delle competenze chiave di questo professionista è la capacità di utilizzare bene gli strumenti di analisi, perché grazie alla capacità di tracciare qualsiasi tipo di comportamento di un utente online, un progetto o una pianificazione pubblicitaria può essere ottimizzata e resa sempre più performante.

 

Hai ancora qualche dubbio a riguardo? Contatta il nostro team e ti daremo tutte le dritte necessarie in materia di digital marketing!

Se sei interessato/a ad approfondire i servizi descritti in questo articolo, visita la nostra sezione servizi cliccando qui!

Il responsive web design:  <br />un must have di successo

Il responsive web design:
un must have di successo

Avete intenzione di aprire un nuovo sito web? Il 2016 è sicuramente un buon anno per questo settore e grandi sono le aspettative per gli utenti mobile.

Un esempio concreto ce lo offre il Responsive Web Design, una tecnica particolare di web development che permette al sito internet di adattarsi alle dimensioni dello schermo del navigatore. Il sito potrà così essere fruibile da qualsiasi dispositivo sia smartphone, tablet o desktop.

Il Responsive Web Design ha avuto un forte incremento negli ultimi anni, di pari passo con l’evoluzione nella tecnologia mobile fin dall’uscita del primo smartphone nel 2007.

La percentuale di utenti che accedono ad internet attraverso dispositivi mobile è in continua crescita, per questo il design responsive non è un fattore da poter trascurare.

Dall’inghilterra, L’Office for National Statistics conferma che il 68% degli utenti, circa 7 persone su 10, accede a internet “on the go”, quindi tramite cellulare, tablet o smartwatch.

È evidente come i dispositivi mobile stiano influenzando il modo di rapportarci alle nuove tecnologie e, ovviamente, la nostra visione di Internet.

Quello che i siti web devono garantire al sempre più crescente mondo degli utenti mobile, è una visualizzazione ottimale, sia per quanto riguarda i formati che le risoluzioni o le immagini.

È importante che l’utente trovi nel vostro sito web un ambiente accogliente e coinvolgente. Al contrario, un’esperienza visiva non apprezzabile potrebbe danneggiare il vostro marchio e impedire che il potenziale cliente si trasformi in una conversione di successo (soprattutto se la vostra concorrenza adotta il Responsive Web Design).

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Il Responsive Web design si adatta ad ogni risoluzione di qualsiasi dispositivo, sia smartphone che tablet o desktop.

 

Google favorisce il Responsive Web Design (ottimizzazione SEO)

Dal febbraio 2015 Google ha annunciato di premiare in ricerca organica le pagine web mobile friendly e dal 21 aprile 2015 l’elenco sarà esteso a tutte le ricerche sul world wide web.

Il cambiamento di questo algoritmo aumenta il livello di posizionamento di ogni singola pagina e come questa verrà analizzata dai robots di ricerca e scansione.

L’esperienza  utente: la base del successo

La UX Experience è un fattore in costante miglioramento sia per dispositivi mobile che per desktop. Tutti gli elementi del sito web sono studiati per rappresentare in modo chiaro ed efficace pulsanti, icone, immagini e tutti quegli elementi interattivi volti a una confortevole navigazione.

Avete mai provato a navigare su un sito web non responsive in cui visualizzare i vari elementi risulta difficoltoso? Si, quelli in cui bisogna necessariamente fare doppio click per zoomare sul menu oppure sui testi – ecco quelli. Tali siti web aumentano la frequenza di rimbalzo, chiaro segnale con cui gli utenti mobile vengono scoraggiati dall’esperienza di navigazione.

Branding e visualizzazioni

Ne “Web Design Responsive” di Ethan Marcotte viene spiegato in modo esaustivo il tema e l’origine del “responsive design”, termine utilizzato per la prima volta nel 2010.

Sono ormai passati 6 anni e molte aziende hanno investito in questa nuova tecnologia per raggiungere nuovi mercati e nuovi clienti.

Oggigiorno un sito non responsive risulta essere poco fruibile e frustrante per l’utente mobile (molto probabilmente il 75% delle vostre visite avviene on the go).

Vuoi essere riconosciuto come una società indietro con i tempi e che non si prende cura del proprio pubblico oppure vuoi essere saldamente presente sul web ed investire in un futuro che è gia l’oggi e mettere al primo posto i tuoi clienti?

 

In conclusione, pensiamo che il web design non sia solo una tendenza, ma un must have per tutti i siti web, nonché un valido mezzo per raggiungere di quel pubblico finora sconosciuto o ignaro del vostro brand e servizi.
Per ulteriori informazioni su come i nuovi aggiornamenti di Google potrebbe influire, potete contattare il team ComoComunica (+39) 031 449 053-6.

Chiamaci, scrivici, richiedi un appuntamento o un preventivo: siamo qui per te!