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Gamification: come integrarla in una campagna di lead generation

Gamification: come integrarla in una campagna di lead generation

Oggi il Customer Journey non è più un semplice processo lineare e le persone non vogliono essere più solo acquirenti ma sentirsi parte del brand a livello emotivo. Le emozioni giocano un ruolo centrale nel processo decisionale di un prodotto o servizio. Per questo motivo, la Gamification è una strategia che non può assolutamente mancare nella tua campagna di lead generation; essa è proprio necessaria per coinvolgerle e renderle protagoniste, guidandole nel raggiungimento di determinate azioni.

Hai mai svolto una campagna di lead generation? Visita il nostro sito https://comoco.it/ e leggi questo breve e utile articolo https://comoco.it/lead-generation-preparativi-attrarre-tuoi-futuri-clienti/

La Gamification si basa sui princìpi e sulle dinamiche dei giochi e/o videogiochi al fine di catturare l’attenzione delle persone, farle impegnare e spingerle volontariamente a trovare soluzioni. In sostanza ingaggiarle spontaneamente, senza costringerle a partecipare, è molto importante per le aziende perché permette di:

  • instaurare un rapporto duraturo con chi ha già acquistato, utilizzando l’effetto di dipendenza che le logiche di gioco possono innescare;
  • aumentare l’engagement in un canale social, tenendo presente che il divertimento non è il fine della Gamification, bensì lo strumento con cui portare gli utenti a vivere un’esperienza divertente e interattiva al termine della quale saranno soddisfatti del tuo prodotto o servizio;
  • acquisire nuovi utenti rendendoli partecipi della community a tal punto che sponsorizzeranno il gioco di loro iniziativa per quanto ne saranno innamorati;
  • profilare e raccogliere dati preziosi sui partecipanti analizzando il loro comportamento in fase di gioco per poi condurli verso il percorso di vendita più compatibile con le loro caratteristiche.

Gli elementi per la costruzione del gioco

 Non è facile tenere “incollate” le persone allo schermo, facendo perdere loro la cognizione del tempo ed evitare che abbandonino il gioco dopo qualche minuto. Durante il gioco una persona che si diverte raggiunge il cosiddetto Flow, ovvero quello stato di massima concentrazione da far dimenticare tutto ciò che accade intorno a lui.

Ciò significa che è fondamentale creare un’esperienza in cui il gioco sia funzionale al raggiungimento di un risultato stabilito a monte, personalizzando sempre le sue caratteristiche sulla base dei dati raccolti. Tanti sono i fattori da tenere in considerazione: dagli interessi del giocatore (utente) al momento in cui si decide di inserire una sfida/richiesta all’interno del Customer Journey.

Creare un’efficace strategia di gamification è impegnativo: bisogna pensare ai tanti elementi che la compongono. Qualora avessi necessità di una consulenza su misura non esitare a contattarci https://comoco.it/contattaci/, scriverci un’email a info@comoco.it o telefonarci allo 031 4490536.

Esempi virtuosi per stimolare la community tramite la Gamification

Il programma TripCollective premia i recensori assegnando dei punti ogni volta che aggiungono contenuti su Tripadvisor. Maggiore è il numero delle attività con cui l’utente contribuisce (scrive recensioni, pubblica foto, condivide punteggi) in una categoria, più punti TripCollective accumula per poi ricevere specifici distintivi. Questo sistema di rewarding aumenta il tasso di fidelizzazione dei recensori al brand TripAdvisor.

Con le stelline ottenute dai clienti quando fanno acquisti nelle caffetterie, Starbucks li premia con sconti o assegna missioni da completare per ottenere stelle bonus. Più si consuma tramite l’app, più Starbucks impara a conoscere le preferenze dei propri clienti. Con l’aumento delle ordinazioni, l’algoritmo offre ricerche mirate, basate sull’esperienza e sui gusti del cliente,  ottenendo ordini con un margine di profitto più elevato. Il programma Digital Flywheel, attivo dal 2017, è riuscito ad incrementare l’engagement e le vendite in-store alle “stelle”.

Tra le app che premiano l’allenamento sportivo e il raggiungimento degli obiettivi ci sono Habitica, che aiuta a trasformare le abitudini ginniche in un gioco di ruolo, e Zombies, Run! ancora più divertente per fare jogging. Il suo successo è dovuto alla trasformazione dell’abituale corsa in un’avventura narrativa.

Continua a seguirci sul nostro blog https://comoco.it/il-blog-di-comocomunica/ per restare aggiornato sulle ultime novità nel mondo del digital marketing.

3 suggerimenti per fidelizzare i clienti mediante la newsletter

3 suggerimenti per fidelizzare i clienti mediante la newsletter

Rispetto alle DEM (le campagne di Direct Email Marketing utili a promuovere prodotti, servizi o eventi) le newsletter sono più informative perché vengono inviate ai clienti per mantenere vivo il loro interesse, incrementare la fidelizzazione e generare nuove conversioni.

Proprio per la loro natura relazionale, il contenuto deve essere coinvolgente, comprensibile e non eccessivamente lungo. Occorre che manteniate un’immagine coordinata e utilizziate il tono di voce che caratterizza la vostra comunicazione.

A partire dalla nostra consolidata esperienza in ambito di email marketing, abbiamo identificato tre modi con cui un’azienda può fidelizzare i clienti attraverso la newsletter:

Non creare newsletter autoreferenziali e solo commerciali

Create contenuti di qualità prodotti da voi, che abbiano una forte identità e siano coerenti con la vostra azienda per costituire una community. È auspicabile alternare email promozionali, contenenti proposte e offerte, ad altre di carattere informativo, effettuando prima un test su una lista ridotta, per valutare le reazioni degli iscritti.

Sono molte le opportunità offerte dall’email marketing! Se sei pronto a coglierle, ma hai dubbi sulla strategia migliore per la tua attività, non esitare a contattarci https://comoco.it/il-blog-di-comocomunica/

  1. Stabilire un appuntamento fisso e rispettarlo sempre

L’attesa di una newsletter generosa non può essere disattesa. La frequenza d’invio dipende dal tipo di contenuti da veicolare. Avete scelto ad esempio il venerdì mattina di ogni settimana come momento più efficace nel quale inviare la newsletter? Bene, in questo modo create un vero e proprio rito per chi vi segue.

  1. Coccolare gli iscritti regalando ogni tanto dei codici sconto

La promozione continua di sconti e coupon può far scemare l’interesse dell’utente con il tempo. Non utilizzate indirizzi del tipo “no-reply” perché non vi permettono di instaurare un dialogo con chi vi legge. Regalare contenuti di valore alle persone è il miglior modo per ricevere in cambio risposte e suggerimenti per migliorarla.

Il principale obiettivo delle newsletter è far sì che il destinatario le apra e l’oggetto del messaggio deve contenere parole strategiche che catturino la sua attenzione rispetto alle centinaia di email che riceve ogni giorno. Inviare email in occasione di compleanni e anniversari incrementa le transazioni di circa 5 volte rispetto alle normali email. Analizzate periodicamente i risultati delle campagne osservando 3 indicatori:

  • il tasso di rimbalzo (rapporto tra le email non consegnate che restituiscono un messaggio di errore DNS o SMTP e il numero totale delle email inviate), in particolare l’hard bounce (il nome di dominio non esiste più o la sintassi dell’email non è corretta) dovrebbe essere sempre 0%
  • il tasso medio di apertura (rapporto tra le email aperte dai contatti e il numero di email consegnate) permette di valutare la pertinenza dell’oggetto dell’email, la qualità e il coinvolgimento della vostra lista contatti.
  • il tasso medio dei clic (rapporto tra il numero di email in cui un contatto ha cliccato su un link e il numero di email inviate) permette di valutare l’interesse dell’offerta e l’efficacia delle call to action.

Secondo lo studio di Litmus in tutto il mondo il tasso medio di apertura è del 22,8%, mentre il tasso medio dei clic è del 3,5%; per cui ci si può ritenere soddisfatti quando si superano queste percentuali.

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Lead generation: i preparativi per attrarre i tuoi futuri clienti

Lead generation: i preparativi per attrarre i tuoi futuri clienti

Conosci gli 8 elementi indispensabili per un’efficace landing page? Corri a leggerli: ne avevamo parlato in un precedente articolo. Per far sì che la landing page sia facilmente fruibile dagli utenti, occorre innanzitutto ottimizzarla per i dispositivi mobili. Sarà necessario poi avviare una campagna di lead generation, senza trascurare la possibilità di fare campagne sponsorizzate aventi l’obiettivo di acquisire nuovi contatti direttamente sulle piattaforme social come Facebook e LinkedIn.

La percezione del prodotto in base al “calore” del pubblico

Ricevi talvolta richieste di contatto su LinkedIn da persone che non conosci e poi quando accetti ti arriva subito dopo un messaggio privato con cui esse cercano di venderti un prodotto o servizio? Si tratta della vendita cosiddetta  “a freddo”, ossia senza alcun step intermedio, tra il momento del contatto e quello della proposta vera e propria. Come mostra Seth Godin, in “This is Marketing”, questo approccio non funziona, occorre infatti arrivare dritti al cuore di ogni singola persona.

Il primo passo per riuscirci è invece la profilazione degli utenti, necessaria per capire come comunicare, ossia nella maniera più appropriata, il tuo prodotto e agire successivamente in modo da portarli ad essere “caldi”. 

Qualora volessi ricevere consigli, informazioni, supporto o quant’altro in merito alle campagne di Lead Generation, non esitare a scriverci un’email a info@comoco.it, a telefonarci allo 031 4490536 o venendo a trovarci presso la nostra sede in Via Scalabrini 2/4 a Como.

La calamita per le campagne di Lead generation

Conquistare il pubblico non è per niente semplice, soprattutto quando devi confrontarti con migliaia di competitor. Dai perciò un “assaggio” o una prova/demo del tuo prodotto/servizio creando un contenuto o un incentivo che sia funzionale al pubblico e allo stesso tempo dimostri il reale valore aggiunto promesso.

Il tuo obiettivo è quello di avere nuovi iscritti alla tua newsletter? Offri magari un ebook in cambio della preziosa iscrizione. Vorresti più partecipanti all’evento online che stai organizzando? Il lead magnet potrebbe essere un codice sconto, dedicato ai primi 10 iscritti entro una determinata data, per l’acquisto del biglietto, facendo leva sui principi di scarcity e urgency.

Naturalmente tutto dipende dalla fase del funnel in cui si trova il potenziale cliente: è infatti controproducente proporre un acquisto a chi ti ha appena conosciuto. Quando il contatto, entrato nel funnel, non è ancora pronto per acquistare, allora deve essere “nutrito” con una serie di contenuti personalizzati e rilevanti, che hanno lo scopo di costruire e infondere fiducia e siano capaci di rispondere alle sue obiezioni (lead nurturing).

HubSpot, Salesforce, Zoho CRM, CRM in Cloud: scegli uno di questi software per la gestione della lista contatti in modo da assegnare un punteggio a ogni azione compiuta dall’utente (es: un punto per l’apertura dell’email, due per il click sul link e così via) all’interno della mailing list. All’utente che alla fine ottiene un certo punteggio, da te deciso e impostato, dovrà arrivargli, in automatico, un’email di vendita.

Parlaci del tuo progetto e delle tue esigenze: sceglieremo insieme a te la migliore strategia di lead nurturing  https://comoco.it/contattaci/

Finanziamenti per lo sviluppo dell’E-Commerce: apertura sportello 3 giugno

Finanziamenti per lo sviluppo dell’E-Commerce: apertura sportello 3 giugno

Siamo a metà dell’anno ed è chiaro che la crescita nell’utilizzo dell’e-commerce tenderà ad aumentare anche nell’immediato futuro. Molte aziende  stanno trasformando i loro siti in veri e propri luoghi virtuali dove incontrare i clienti e vendere i propri prodotti e servizi.

Più dell’80% delle persone che popolano il web hanno usato Internet per effettuare un acquisto nell’ultimo anno. I tuoi clienti si aspettano di poterti raggiungere ed acquistare i tuoi prodotti in qualsiasi momento. Se non sei sul web, i tuoi clienti andranno a fare i loro acquisti online dai tuoi concorrenti.

ComoComunica è specializzata nello sviluppo e nella promozione di soluzioni e-commerce professionali, visita in nostro sito e contattaci per una consulenza https://comoco.it/contattaci/

Anche Simest, la società del Gruppo Cassa depositi e prestiti che sostiene da anni la crescita delle imprese italiane, ha capito l’importanza della digitalizzazione e propone a partire dal 3 giugno un programma per lo sviluppo dell’E-commerce in Paesi esteri

DI COSA SI TRATTA?

Finanziamento a tasso agevolato per sostenere lo sviluppo di soluzioni di e-commerce in Paesi esteri, attraverso una piattaforma informatica sviluppata in proprio o tramite soggetti terzi (market place), per la distribuzione di beni o servizi prodotti in Italia o con marchio italiano

A CHI SI RIVOLGE?

A tutte le imprese con sede legale in Italia con almeno due bilanci depositati relativi a due esercizi completi

SPESE AMMISSIBILI

  • creazione e sviluppo di una propria piattaforma informatica
  • gestione/funzionamento della propria piattaforma informatica / market place
  • attività promozionali e formazione connesse allo sviluppo del programma

COME FUNZIONA

Il finanziamento può coprire fino al 100% delle spese preventivate, fino a un massimo del 15% dei ricavi medi risultanti dagli ultimi due bilanci approvati e depositati.

Importo massimo finanziabile: € 450.000,00 per la realizzazione di una piattaforma propria e di 300.000,00 euro per l’utilizzo di un market place fornito da soggetti terzi

Importo minimo finanziabile: € 25.000,00 in entrambi i casi

Tasso di interesse: l’impresa può ottenere fino al 50% del finanziamento (nel limite di 800 mila euro) a fondo perduto. Sulla quota restante è applicato un tasso di interesse fisso per tutta la durata del finanziamento e pari allo 0,055%.

Durata del finanziamento: 4 anni di cui 1 di pre-ammortamento, in cui si corrispondono i soli interessi e 3 anni di ammortamento per il rimborso del capitale e degli interessi; le rate sono semestrali posticipate a capitale costante.

PROCEDURA

È necessario registrarsi sul Portale di SIMEST, compilare la domanda di finanziamento, sottoscriverla digitalmente da parte del legale rappresentante ed effettuare l’invio tramite il medesimo Portale.

Per saperne di più:

https://www.simest.it/e-commerce/per-saperne-di-pi%C3%B9-ECommerce

Da 10 anni ComoComunica supporta le realtà imprenditoriali, aiutandole a sfruttare al massimo le potenzialità del web. Con la realizzazione di un sito e-commerce e lo sviluppo di una strategia digitale, ti aiutiamo ad acquisire velocemente nuovi clienti e ad espanderti su mercati internazionali. Scrivici una mail a info@comoco.it oppure vienici a trovare, siamo a Como, in Via Scalabrini 2/4.

Landing Page efficace: 8 elementi per il successo della tua attività

Landing Page efficace: 8 elementi per il successo della tua attività

Uno degli errori più grandi è la valutazione del proprio sito web come il punto di arrivo di una strategia di promozione, invece esso rappresenta il punto centrale della strategia. Si tratta infatti di un canale necessario per comunicare con il pubblico individuato e per creare il proprio percorso di acquisizione clienti.

Perché far “atterrare” l’utente su una landing page?

La landing page è la cosiddetta “pagina di atterraggio” che ha l’obiettivo di fornire tutte le informazioni utili a convincere il visitatore a compiere una determinata azione (acquisto di un prodotto, download di un servizio, conferma di iscrizione a un evento e così via). Può essere sviluppata all’interno di un CMS (Content Management System) come WordPress, aggiungendo particolari funzionalità tramite dei plugin come Elementor, grazie al sistema drag & drop.

 

È fondamentale che sia ben visibile da qualsiasi tipologia di dispositivo. La creazione di un’efficace landing page richiede un’attenta e precisa pianificazione delle attività. Per maggiori delucidazioni o attività non esitare a contattarci  su https://comoco.it/contattaci/

 

Come progettarla per attirare in pochi secondi  l’attenzione di un utente?

Il framework CONVERTS ti permette di seguire uno schema per strutturare un’efficace landing page. Vediamo insieme gli otto elementi che rappresentano l’acronimo:

  1. C come Clear Call To Action (CTA)
  2. O come Offer
  3. N come Narrow Focus
  4. V come Very Important Attributes (VIA)
  5. E come Effective Headline
  6. R come Resolution-Savvy Layout
  7. T come Tidy Visuals
  8. S come Social Proof

 

Chiamata all’azione chiara: sfrutta sempre al meglio l’esiguo spazio a disposizione all’interno del pulsante, non limitandoti a riempirlo con un banale “Clicca qui”. Utilizza brevi, chiarissime e invitanti CTA come “Comincia subito” trasmettendo l’importanza di scaricare un video nell’immediato.

Offerta: utilizza un lead magnet che incentiva le persone a lasciare i propri dati o iscriversi alla newsletter per ottenere l’ambito codice sconto. Il visitatore impiega 8 secondi o anche meno per decidere se rimanere sulla pagina o abbandonarla: quindi rendi concisa l’offerta di valore! È fondamentale scegliere un tono di voce che trasmetta la tua personalità così il lettore si innamorerà e si ricorderà di te e della tua ttività.

Messa a fuoco: elimina tutto ciò che è superfluo come alcune animazioni e ingombranti blocchi di testo. Lascia solo l’essenziale “less is more”.

Attributi molto importanti: esplicita i benefici che i tuoi potenziali clienti possono ottenere entrando in contatto con la tua realtà e le esigenze che possono essere soddisfatte con il tuo prodotto o servizio.

Titolo efficace: accertati che il titolo sia messo in evidenza, più del logo o del nome della tua attività. Spiega sinteticamente quale valore generi ai tuoi clienti e perché dovrebbero scegliere il tuo prodotto o servizio rispetto a quello della stessa concorrenza (Value Proposition).

Layout ottimale: mantieni pulita la struttura della pagina per permettere al visitatore di concentrarsi sugli aspetti essenziali legati alla tua attività: logo, titolo, CTA principale e un supporto visivo, sotto forma di immagine evocativa, a lato o come sfondo, oppure un’illustrazione metaforica.

Grafica ordinata: non eccedere con gli elementi grafici (le foto stock fanno abbassare la credibilità), perché appesantirebbero il caricamento della landing page. La velocità conta così come l’esperienza.

Riprova sociale: inserisci recensioni dei clienti e certificazioni dei tuoi partner per infondere fiducia e affidabilità nella tua attività.

 

Noi di Comocomunica da anni sperimentiamo versioni diverse della landing page per capire quale di esse ottiene il miglior tasso di conversione. Abbiamo inoltre l’esperienza e le competenze specialistiche per raggiungere i tuoi obiettivi. Qualora tu abbia necessità d’indicazioni o di un supporto, puoi contattarci anche con un’email a info@comoco.it,  al tel. 031 4490536 o venendo a trovarci presso la nostra sede in Via Scalabrini 2/4 a Como.

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E-commerce: per Micro, Piccole e Medie imprese lombarde contributo a fondo perduto fino a 15.000€

E-commerce: per Micro, Piccole e Medie imprese lombarde contributo a fondo perduto fino a 15.000€

Il rallentamento del commercio tradizionale è stato compensato dalla forte crescita dell’E-commerce, un fenomeno che ha subito un’accelerazione nei mesi di lockdown, ma che era già in atto prima e sicuramente non destinato ad esaurirsi con la riapertura delle attività.

A dimostrare le priorità su cui intervenire quest’anno c’è lo studio dell’Osservatorio Contract Logistics “Gino Marchet” del Politecnico di Milano, che vede ai primi posti la maggiore flessibilità e resilienza del sistema logistico (per il 62% dei manager), la digitalizzazione dei processi (50%), la sicurezza degli operatori lungo la filiera (38%) e la semplificazione della gestione dei flussi logistici (27%).

Il contributo dedicato all’E-commerce è un’importante misura agevolativa per le micro, piccole e medie imprese lombarde che intendono sviluppare e consolidare la propria posizione sul mercato nazionale e/o internazionale tramite l’apertura e/o il consolidamento di un canale commerciale per la vendita online dei propri prodotti B2B e/o B2C, appoggiandosi a servizi forniti da soggetti terzi o realizzati all’interno del sito web proprietario.

A chi è rivolto il contributo E-commerce

Dalle 10.00 del 19 maggio 2021 sarà possibile per le miicro, piccole o medie imprese con sede operativa iscritta e attiva al Registro Imprese delle Camere di commercio della Lombardia presentare la domanda di accesso al Bando E-Commerce 2021. Due tipologie di intervento in base alla dimensione dell’impresa:

  1. micro impresa (fino a 10 addetti e fino a € 2 milioni di fatturato o totale di bilancio annuo), 70% delle spese ammissibili.
  2. medio-piccola impresa (con addetti tra 11 e 250 ed entro € 50 milioni di fatturato o totale di bilancio annuo), 50% delle spese ammissibili.

I requisiti richiesti sono minimi e le domande vanno presentate entro le 12.00 del 22 giugno 2021.

Non c’è tempo da perdere, se hai in mente di sviluppare e consolidare la tua posizione sul mercato nazionale e/o internazionale questa è l’occasione che fa per te! Ricorda che lo sportello è valutativo con prenotazione dei fondi secondo l’ordine cronologico di presentazione della domanda.

A quanto ammonta e cosa copre il contributo E-commerce

Il totale stanziato per questo incentivo è pari a 4.525.000,00 €. Ogni impresa può beneficiare di una sola richiesta di contributo a fondo perduto e a parziale copertura delle spese sostenute, quietanzate e rendicontate  entro il 31 dicembre 2021 (al netto di IVA). Si tratta di un’eccezionale opportunità che va davvero colta al volo.

Tra le spese ammissibili rientrano l’apertura e/o il consolidamento di un canale commerciale per la vendita online dei propri prodotti (b2b e/o b2c):

  • forniti da terze parti
  • realizzati nel proprio portale aziendale proprietario.

I progetti dovranno inoltre perseguire almeno una delle seguenti finalità:

  1. digitale come integrazione del negozio fisico tramite:
  • lo sviluppo di canali digitali per supportare le fasi di pre-vendita, post-vendita o per abilitare la vendita;
  • lo sviluppo di app e mobile site per le fasi di pre-vendita, post-vendita o per abilitare la vendita;
  • siti informativi/E-commerce e app/mobile site;
  • utilizzo di strumenti digitali innovativi, come la predisposizione dello showroom digitale tramite realtà aumentata oppure la predisposizione di canali sia online che offline all’interno di una stessa esperienza di acquisto (ad esempio il click and collect che permette acquisto online e ritiro in negozio).
  1. sviluppo di nuove soluzioni logistiche aggregando soggetti con medesimi bisogni in un’unica piattaforma di vendita online oppure predisponendo una rete di logistica integrata alla gestione del magazzino. Tutto ciò tramite soluzioni per incrementare le performance di magazzino, come il voice picking, sistemi per demand and distribution planning, sistemi di tracciamento dei prodotti lungo la supply chain attraverso RFId, soluzioni di intelligent transportation system;
  2. approccio omnicanale per offrire un’esperienza integrata al cliente finale, usando canali di vendita complementari  tra loro. Per “omnicanalità online” si intende l’uso di più canali online di natura diversa (almeno 2), per esempio sito proprio + marketplace + retailer digitali + siti di couponing o di flash sales + piattaforme social;
  3. social E-commerce ovvero prevedere la possibilità di acquisto direttamente sui  Social Media;
  4. adeguamento tecnologico dell’esperienza di vendita per gli smartphone, dispositivi da cui viene ormai effettuata la maggioranza degli acquisti online.

Come possiamo aiutarti

Saremo ben lieti di affiancare e supportare la tua azienda nell’ottenimento di questo contributo e iniziare a collaborare con te in ambito digital riguardo i seguenti servizi:

  • sviluppo e gestione piattaforma E-commerce e app/mobile site;
  • consulenza strategica e operativa in ambito E-commerce (Business Model, Conversion Rate Optimization, UX Design e pianificazione delle campagne Facebook Ads e Google Ads);
  • formazione sui canali social per una strategia di E-commerce e su ogni tematica Digital Marketing.

In ComoComunica abbiamo l’esperienza e le competenze specialistiche per realizzare e/o gestire la tua idea. Qualora tu abbia necessità di indicazioni o di un supporto nella presentazione del progetto per ottenere il contributo, puoi contattarci utilizzando il nostro form https://comoco.it/contattaci/, l’email info@comoco.it, il telefono 031 4490536 o venendo a trovarci presso la nostra sede in Via Scalabrini 2/4 a Como.

Per ulteriori approfondimenti trovi qui il bando E-Commerce 2021, la documentazione e le FAQ ufficiali.

 

Tre strumenti per migliorare il lavoro in presenza

Tre strumenti per migliorare il lavoro in presenza

Smart working è una parola entrata prepotentemente nel nostro lessico. La pandemia ha introdotto la pratica del lavoro agile, o da casa, che per molti non è più solo occasionale, ma ormai un’abitudine quotidiana.

Secondo il World Trend Index, l’indagine di Microsoft condotta sullo stato del posto di lavoro attraverso un campione di 30mila persone in 31 Paesi, in Italia siamo sempre ben oltre la media per i risvolti negativi.

Il 68% degli intervistati sostiene di essere sovraccaricato di lavoro con l’avvento del lavoro in remoto dovuto alla pandemia, contro il 54% della media mondiale. Così non stupisce che in Italia siano meno le persone che vorrebbero continuare con il lavoro flessibile ossia 65% contro la media del 73%.

Per restare aggiornato sulle ultime novità nel mondo del digital marketing e della comunicazione continua a seguirci sul nostro blog https://comoco.it/il-blog-di-comocomunica/

Perché il lavoro flessibile non dovrebbe rimanere la norma?

In Italia i 600mila che avevano già adottato questa modalità sono diventati 6 milioni alla fine della prima fase della crisi sanitaria. Si può lavorare da remoto, ma non crescere, collaborare o condividere le proprie esperienze con successo lavorando per l’appunto a distanza.

L’ufficio è il luogo nel quale la cultura aziendale prende vita, dove le persone possono contribuire in modo personale al raggiungimento degli obiettivi. Per questo la sede del lavoro non cesserà di esistere, ma sarà adeguata alle nuove esigenze.

Quest’anno Google prevede di investire 7 miliardi di dollari per ampliare i propri uffici e i data center in 19 stati americani. Un miliardo sarà destinato esclusivamente allo stato della California.

 

Fonte: https://www.corrierecomunicazioni.it/digital-economy/google-investe-7-miliardi-di-dollari-in-uffici-e-data-center-negli-usa/

L’obiettivo non è “controllare” i comportamenti dei singoli dipendenti, ma individuare degli appositi modelli per migliorare la loro produttività. E la tecnologia ci aiuterà a rendere ibridi gli ambienti di lavoro.

In quest’ultimo anno abbiamo imparato a conoscere meglio tre strumenti di lavoro collaborativo:

  • Miro è una lavagna virtuale e interattiva per la collaborazione visiva in tempo reale del team. Pensata per avere sott’occhio foto, video, note adesive, documenti e file di Google Drive su una tela infinita.

  • TimeCamp permette di tracciare il tempo impiegato per qualsiasi attività lavorativa appartenente al progetto di un cliente facendo partire un timer.

  • Trello è un tool utile per organizzare l’agenda, il lavoro e monitorare l’andamento dei progetti. Altre due valide alternative sono ClickUp e Asana.

Per ricevere inoltre maggiori informazioni riguardo l’attività di Project e Team Management, non esitare a contattarci attraverso il nostro form https://comoco.it/contattaci/.

Google My Business: come migliorare il posizionamento dei punti vendita nei risultati di ricerca locale

Google My Business: come migliorare il posizionamento dei punti vendita nei risultati di ricerca locale

Nel precedente articolo abbiamo spiegato l’importanza del posizionamento local per qualsiasi realtà imprenditoriale con più punti vendita distribuiti sul territorio nazionale. La visibilità della scheda Google My Business nei risultati di ricerca per categoria, prodotto o servizio non dipende solo dai contenuti propri della scheda (foto e recensioni), ma anche da contenuti esterni alla scheda, presenti su altre piattaforme (Facebook, sito web, portali di recensioni) che Google riesce a ricollegare all’attività locale.

ComoComunica si occupa da anni anche di questa attività, visita il nostro sito http://wwww.comoco.it/ per approfondire i servizi che offriamo alle aziende.

Per uno dei punti vendita appartenente ad uno dei nostri clienti (moderiamo le recensioni di 327 attività local) abbiamo risposto a ben 261 recensioni ricevute sulla scheda Google My Business così suddivise 32 a gennaio, 96 a febbraio, 58 a marzo e 75 fino al 20 aprile. Dal rendimento del profilo nel periodo indicato teniamo sotto controllo nel tempo le azioni degli utenti:

Totale ricerche
Ricerche di scoperta
Visualizzazioni totali
Visualizzazioni nella Ricerca
Visualizzazioni su Maps
Azioni totali
Gennaio
4355
3706
5049
3517
1532
338
Marzo
5029
4391
6012
3910
2102
340

Google My Business fornisce anche ottime informazioni per migliorare la strategia di local marketing dell’attività ad esempio sono state 235 le interazioni sul profilo, 8.150 gli utenti che hanno visualizzato il profilo e 3.005 le ricerche che hanno restituito il profilo, in particolare l’elenco delle query di ricerca utilizzate per trovare il punto vendita su Google.

Qualora avessi domande o necessità di chiarimenti in merito all’andamento del numero di visite al negozio non esitare a contattarci https://comoco.it/contattaci/.

Gestione delle schede Google My Business

Dall’approfondimento condotto su un campione di 20 punti vendita appartenenti a 6 drugstore e 7 appartenenti alla Grande Distribuzione Organizzata emergono queste osservazioni relative alle schede Google My Business:

  • le informazioni non sono compilate in maniera completa e precisa (numero di telefono, orari di apertura e chiusura, categoria). Il punto vendita potrebbe risultare nascosto agli utenti che applicano il filtro “Aperti adesso” o scartato perché il geo-tag è stato posizionato male e non sono individuabili le informazioni indispensabili per raggiungerlo in breve tempo.

Meglio si gestiscono i dati, più si migliora la visibilità, il posizionamento e l’esperienza dell’utente. Google non raccoglie le informazioni sulle attività business solo dal sito web ufficiale, ma anche dalle recensioni, Q&A e fonti di terze parti.

In ComoComunica facciamo molte analisi relative alle varie categorie merceologiche, offrendo un buon indirizzo per le scelte strategiche di local marketing.

  • con poche immagini Google non può verificare l’attività commerciale, perciò occorrerebbe ad esempio aggiungere le foto dell’insegna vista dalla strada oltre alla segnaletica che indica il nome dell’attività e il suo ingresso. Inoltre la compilazione degli attributi possono migliorare le opportunità di visibilità, ad esempio con le ricerche local correlate proposte su Google Maps.


  • le recensioni positive e negative dei clienti non vengono gestite in modo continuativo. Per Google costituiscono invece uno dei maggiori fattori di ranking dell’attività sul motore di ricerca e sulle mappe. Occorre alimentarle con costanza perché perdono rilevanza nel corso del tempo. Un numero consistente di recensioni positive può avere un impatto considerevole sulla reputazione di un’attività locale, così come un rating negativo può pregiudicare il rendimento del business.

 

Brand Drugstore
Moderazione recensioni
Brand GDO
Moderazione recensioni
Magazzini Maury’s
Sì, ma le risposte sono minime e brevi
Bennet
Sì, ma le risposte sono minime e non soddisfacenti
Acqua&Sapone
NO
Iperal
Sì, ma risponde alle negative
Tigotà
NO
Tigros
NO
Caddy’s
NO
MD
NO
IperSoap
NO
Carrefour
Sì, ma le risposte alle negative sono poche e molto simili tra loro
La Saponeria
NO
Eurospin
NO
CRAI
NO


Dare priorità alle recensioni che richiedono chiarimenti e a quelle che evidenziano aspetti positivi su cui si desidera focalizzare l’attenzione;Tuttavia esistono
buone pratiche che suggeriamo:

  1. Rispondere con attenzione e rapidamente alle recensioni più pertinenti, piuttosto che a tutte indistintamente senza alcuna personalizzazione;
  2. Ricordarsi che le recensioni sono pubbliche, quindi se definisci un modello di risposta assicurati però che le risorse dedicate a questa attività siano preparate quando hai alti picchi di presenze nel punto vendita: il servizio infatti si complica e aumenta il rischio di errori con conseguente aumento delle recensioni negative.

Qualora il tuo piano di monitoraggio di ogni tua attività local dovesse aver bisogno di un supporto in tal senso contattaci via email a info@comoco.it o telefonicamente al 0314490536 o vieni a trovarci presso la nostra sede in Via Scalabrini, 2/4 a Como.

 

Local marketing: gestire più punti vendita su Google My Business

Local marketing: gestire più punti vendita su Google My Business

Nel precedente articolo abbiamo mostrato quanto sia importante saper creare i giusti contenuti per ogni step del funnel tramite un’efficace strategia di email marketing. Se te lo fossi perso, puoi leggerlo qui https://comoco.it/email-marketing-limportanza-della-segmentazione-del-pubblico/

I fattori più importanti che influiscono, in modo diretto o indiretto, sul buon posizionamento locale di un’attività possono essere suddivisi in tre macro aree:

  1. backlink, menzioni, SEO off-site e digital PR;
  2. Google My Business e social media;
  3. sito web e SEO on-site.

ComoComunica si occupa da ormai dieci anni di offrire questi servizi, se vuoi saperne di più visita il nostro sito https://comoco.it/

Dieci vantaggi per i quali conviene investire tempo e risorse su Google My Business

Ogni volta che un utente cerca un prodotto, un servizio o un’azienda tramite una parola chiave la SERP di Google può cambiare, soprattutto da mobile, in base alla località in cui si trova. I primi tre risultati che Google gli restituisce sono le schede Google My Business.

Verificare, ottimizzare e gestire quotidianamente le informazioni aziendali degli account Google My Business può portare enormi benefici ai singoli punti vendita che riassumiamo di seguito:

  • è uno strumento gratuito che offre l’opportunità di migliorare la visibilità nelle ricerche geolocalizzate o sulle mappe;
  • permette di fare brand awareness attraverso una scheda nella quale l’utente trova le foto dell’attività suddivise per categoria;
  • è possibile gestire tutte le schede da un indirizzo email con il dominio ufficiale dell’attività;
  • consente di avere un’ottima visualizzazione anche da mobile;
  • posiziona l’attività nei risultati immediatamente sotto la mappa nel momento in cui l’utente effettua una ricerca del tuo prodotto o servizio nell’area geografica d’interesse all’interno di Google Maps;
  • offre la possibilità di racchiudere tutti i dati informativi dell’azienda che riportate sul sito in un’unica schermata: gli orari di apertura e chiusura, le opinioni dei clienti nonché corretti NAP (Number, Address, Phone number) in quanto sono un sinonimo di affidabilità agli occhi di Google;
  • permette di modificare le informazioni e gli attributi delle schede di ogni punto vendita non singolarmente, ma in maniera collettiva;
  • dà la possibilità di gestire tutte le sedi dell’azienda attraverso un unico pannello di controllo e scaricare in blocco statistiche dettagliate in un unico foglio di lavoro al fine di intervenire in corso d’opera su ciò che si sta facendo;
  • fa in modo che l’azienda possa essere contattata in diverse modalità: numero di telefono per chiamare e chiedere informazioni, indicazioni stradali per raggiungere direttamente la sede fisica, messaggistica per rispondere alle domande in modo istantaneo anche con messaggio di benvenuto personalizzato;
  • fornisce un modo per interagire con chiunque cerchi l’attività con la pubblicazione di specifiche tipologie di post (aggiornamento, evento, offerta o prodotto) direttamente su ogni scheda locale.

Se hai domande specifiche a riguardo, come sempre, non esitare a contattarci via email a info@comoco.it o telefonicamente al 0314490536 o vieni a trovarci presso la nostra sede in Via Scalabrini, 2/4 a Como

La gestione dei feedback positivi e negativi è un’attività costante e delicata

Le recensioni trasmettono affidabilità e fiducia nei consumatori: un numero consistente di recensioni positive può avere un impatto considerevole sulla reputazione di un’attività locale, così come un rating negativo può d’altro canto peggiorare il rendimento del business. Per questo il numero di recensioni e la relativa media del rating rappresentano due indicatori chiave del piano di monitoraggio di ogni attività local.

Per gruppi della GDO e del settore immobiliare ne monitoriamo l’andamento nel tempo, confrontando i risultati coi dati di posizionamento, traffico e revenue. Ciò permette di avere a disposizione un quadro completo e di migliorare continuamente la strategia di local marketing dei singoli punti vendita/agenzie.

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Email marketing: l’importanza della segmentazione del tuo pubblico

Email marketing: l’importanza della segmentazione del tuo pubblico

Partiamo da un’affermazione che sentiamo spesso: “l’email marketing è una perdita di tempo”.
Sarà vero? Sicuramente l’invio massivo di email, con qualunque prodotto e servizio a sconosciuti utenti della tua
newsletter, non ti permetterà di coltivare un rapporto con loro. Anzi si rischiano anche sanzioni quando la lista di
indirizzi email non è stata acquisita nel pieno rispetto del GDPR.
Sta a noi identificare come e quando inviare le nostre comunicazioni di posta catturando l’interesse del pubblico, in
modo che decida spontaneamente di acquistare un tuo prodotto o servizio. Per questo motivo è fondamentale
tracciare la mappa del tuo percorso di acquisizione clienti e segmentare la tua lista contatti.
Vediamo come agire per organizzare i contenuti della tua newsletter in base alle liste di utenti:

1. Non clienti (chi conosce l’azienda e ha interagito con le tue inserzioni, ma non ha compiuto specifiche azioni verso i tuoi contenuti)

Contenuti consigliati:
● racconta perché dovrebbe scegliere la tua azienda o il tuo prodotto piuttosto che la concorrenza
● trasmetti il valore dei tuoi prodotti grazie alla riprova sociale (testimonianze, case history di clienti soddisfatti,
risultati raggiunti che ti rendono autorevole ai suoi occhi e così via).
Non tutti i contatti presenti nel tuo database sono uguali. Attraverso un’opportuna segmentazione del database puoi
monitorare ad esempio ogni quanto i tuoi clienti acquistano nell’arco di un determinato periodo.
In ComoComunica non valutiamo la strategia di email marketing solo dalle interazioni degli iscritti sui contenuti inviati,
ma guardiamo anche le metriche di vanità come click-through-rate, open e conversion rate. Per qualsiasi curiosità
riguardo la tua attività di e-mail marketing, non esitare a contattarci attraverso il nostro form
https://comoco.it/contattaci/.

2. Interessati a un determinato prodotto o servizio (chi abbandona il carrello di un ecommerce o ha scaricato i tuoi materiali gratuiti, richiede informazioni o un preventivo lasciandoti i suoi dati)

Contenuti consigliati:
● fornisci ulteriori motivazioni affinché scelga il prodotto di suo interesse mostrando recensioni positive;
● nel caso di un ecommerce offri un piccolo sconto
Le interfacce dei numerosi tool di email marketing sono diverse, ma le funzionalità sono simili per quanto riguarda la
gestione delle liste. Pertanto alla base dell’utilizzo di questi strumenti è importante aggiornare le impostazioni relative
ai comportamenti del pubblico presente nella tua lista.
Scrivici un’email a info@comoco.it, chiamaci al 0314490536 o vieni a trovarci presso la nostra sede in Via Scalabrini,
2/4 a Como per ricevere maggiori informazioni in merito.

3. Clienti (chi ti ha già dato la sua fiducia acquistando ad esempio sul tuo ecommerce)

Contenuti consigliati:
● coinvolgilo nel post vendita con un sondaggio o iniziative che riguardino una raccolta punti
● proponi prodotti che completano e integrano il suo acquisto (up/cross selling)
● coccolalo nel tempo ricordandogli che ha fatto bene a sceglierti come suo fornitore.

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Twitter: monetizzare i contenuti, gruppi per la community e altro

Twitter: monetizzare i contenuti, gruppi per la community e altro

Twitter nasce nel 2006 in California come servizio di notizie e microblogging. Nel 2018 è arrivato a 321 milioni di utenti attivi al mese, un fatturato di oltre 2,5 miliardi di dollari l’anno e un valore di mercato pari a 10 miliardi di dollari.

Nel 2020 abbiamo visto una crescita del numero di iscritti del 20% rispetto agli anni precedenti, ma una diminuzione del fatturato, penalizzato anche dagli attacchi hacker che ha visto colpiti account di personaggi molto noti.

Attualmente le persone che visitano la piattaforma sono circa 500 milioni al mese; non tutti però sono iscritti al social, Twitter permette infatti di visualizzare gli altri account senza dover possedere un proprio profilo.

Siamo a disposizione nel caso avessi domande o volessi ricevere chiarimenti in merito ad alcune funzioni https://comoco.it/contattaci/

Il social network cinguettante

L’audience di Twitter è adulta e il 63% degli utenti ha un’età compresa tra i 35 e i 65 anni. Vediamo anche una differenza di genere notevole, infatti il 66% degli utenti sono uomini e solo il 34% donne. La sua crescita è stata costante nel tempo in quanto a metà del 2000 era considerato il più grande rivale di Facebook (nato nel 2004). Se però Facebook è stato pensato per essere una piattaforma di intrattenimento, Twitter invece è stato progettato per essere una piattaforma di informazione e uno strumento per fare giornalismo partecipativo.

La sua grafica è semplice e con poche funzioni che lo rendono facile da usare. È un canale perfetto anche per le aziende che vogliono raccontarsi e aggiornare il loro pubblico in modo distinto e formale. Un messaggio può avere un testo di massimo 280 caratteri, quindi deve essere conciso in modo da comunicare senza perdere l’attenzione dell’utente. Secondo uno studio del 2014 ben il 44% delle persone sulla piattaforma, che hanno un profilo, non twittano, ma sono iscritte per restare aggiornate.

Nel caso volessi ricevere maggiori informazioni su come iniziare a usare Twitter per il tuo Business, puoi scrivere un’email a info@comoco.it, chiamarci al 031 4490536 o venire a trovarci presso la nostra sede in Via Scalabrini, 2/4 a Como.

Ecco le ultime novità di Twitter:

Super Follow

Twitter ha presentato un progetto che vede la creazione di un nuovo modo per gli utenti di poter monetizzare il proprio profilo. Chi ha un seguito rilevante potrà creare dei contenuti premium a pagamento. I followers potranno visualizzarli pagando un’iscrizione mensile che permetterà loro di accedere ai contenuti extra, avere l’accesso ‘vip’ ai gruppi dedicati alla community e un badge da poter inserire nel proprio account per mostrare di essere parte di una fandom. Il costo dell’abbonamento è previsto essere di 4.99 dollari al mese.

Twitter Community

In futuro Twitter introdurrà i gruppi sulla propria piattaforma in modo che persone con gli stessi interessi, hobby e gusti potranno incontrarsi e avere conversazioni. Sarà un modo per stringere amicizie e trovare nuovi potenziali followers.

Birdwatch contro la disinformazione

Twitter ha deciso di combattere le fake news. Le notizie che sembreranno false saranno accompagnate da un ‘birdwatch’, cioè l’uccellino simbolo di Twitter che strizza un occhio. Twitter ha deciso anche di eliminare quei profili che contribuiscono alla disinformazione. Questa nuova feature verrà prima testata negli Stati Uniti.

Torna la spunta blu

Dal 2021 questa feature verrà sbloccata. Le categorie che potranno richiederla saranno 6: account governativi, aziende, marchi conosciuti, organizzazioni no profit rilevanti, VIP e personaggi attivi nel mondo dello sport, attivisti o persone influenti, che possono essere considerate ‘Twitter influencers’.

 

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YouTube: i prossimi cambiamenti alle funzionalità e agli strumenti per creator

YouTube: i prossimi cambiamenti alle funzionalità e agli strumenti per creator

YouTube è la piattaforma social più seguita di sempre con i suoi oltre due miliardi di utenti fissi, che equivalgono a un terzo delle persone che usano Internet. I suoi incassi rappresentano ben il 10% degli incassi complessivi Google. Google ha sempre mantenuto una certa segretezza sui reali ricavi di YouTube, che ha svelato per la prima volta solo nel 2019.

Il social porta al colosso del web un fatturato di 15.5 miliardi di dollari prodotti dalla vendita di spazi pubblicitari. La maggior parte degli utenti ha dai 18 ai 34 anni e il dispositivo più usato per accedervi è lo smartphone. È diffuso in più di 100 paesi con parlanti di oltre 80 lingue. Ogni singolo giorno vengono consumate un miliardo di ore di contenuti. Ecco alcune novità di YouTube 2021:

Più pubblicità

Da novembre 2020 YouTube ha annunciato ufficialmente che anche i canali YouTube che non fanno parte del programma creators “Youtube Partner Program“ diventeranno spazi pubblicitari.

I creators che fanno parte del programma continueranno a essere pagati per il servizio, mentre quelli che non ne fanno parte non riceveranno un compenso. Questa nuova politica, oltre ad incrementare i guadagni Google, vuole portare più persone ad iscriversi alla piattaforma ‘YouTube Premium’ che è una versione di YouTube a pagamento in cui la pubblicità è assente.

Il ‘Youtube Partner Program’ per poter monetizzare il proprio canale rimane comunque attivo per tutti quei canali che hanno raggiunto i requisiti richiesti cioè aver raggiunto più di 1000 subscribers e 4000 ore di visualizzazione complessiva nell’arco di 12 mesi.

Con la pubblicità video su YouTube paghi solo quando le persone guardano i tuoi annunci. Inizia a utilizzarla oggi stesso. Non aspettare! Comocomunica ha vasta esperienza in questi tipologia di servizio tanto da supportare molti clienti > https://comoco.it/contattaci/

Gli ‘Shorts’ di YouTube e le loro feature

Nel 2020 seguendo le orme degli altri social per contenere il fenomeno TikTok, anche Youtube ha introdotto gli ‘Shorts’. Mini video di 15 secondi che seguono il format di TikTok.

Il lancio di prova della nuova versione è stato nel settembre 2020 in India (dove TikTok è stato bannato dal governo) e ha avuto enorme successo con 3.5 miliardi di visualizzazioni di Shorts tutti i giorni. Ora Youtube è pronto a lanciare l’ultima versione in altri paesi e a marzo 2021 approderà negli USA.

Se la versione 2020 non aveva monetizzazione, ora nella versione 2021 c’è una nuova feature: l’applausometro. Gli utenti potranno mostrare il loro gradimento lasciando un applauso e l’insieme di applausi ricevuti si trasformerà in una fonte di guadagno per il creator.

Vuoi far decollare il tuo progetto online? Raccontacelo > al telefono 0314490536, di persona in Via Scalabrini, 2/4  Como o via mail se preferisci a info@comoco.it

YouTube avrà presto video a 4K e possibilità offline

YouTube TV è un servizio che è stato introdotto nel 2017 e che permette di vedere più di 85 canali in diretta e video on demand. È stata creata in competizione con le tv a pagamento. YouTube ha da poco annunciato che nel 2021 sarà possibile guardare i contenuti a risoluzione 4K.

L’utente sarà in grado di usufruirne solo con le tv ad ultima generazione 4K e una connessione internet in grado di supportare questo tipo di risoluzione. YouTube ha annunciato inoltre che sta lavorando sulla opzione di poter salvare o registrare i contenuti in modo da poterli vedere in modalità offline in un secondo momento.

YouTube sta lavorando al suo e-commerce

Ancora non è chiaro quando e come questa feature diventerà ufficialmente disponibile. YouTube ha però annunciato che sta lavorando sulla possibilità di poter fare acquisti direttamente dalla piattaforma. Per ora si stanno effettuando i primi test nel campo del beauty e dell’elettronica. Questo renderà più facile agli utenti di acquistare i prodotti che vedono in pubblicità o nei video.

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Il Video marketing per comunicare in modo efficace i tuoi contenuti

Il Video marketing per comunicare in modo efficace i tuoi contenuti

I video sembrano essere al momento i contenuti che appassionano e coinvolgono di più gli utenti. Le piattaforme hanno determinato le caratteristiche dei video che oggi vengono fruiti maggiormente da mobile.

Sulla scia di TikTok, che domina le classifiche mondiali come l’app più scaricata, anche Instagram nel 2020 ha dato vita ai mini video di 15 secondi chiamati Reels, dopo le Instagram Stories che durano solo 24 ore e la IGTV che supporta video da più di 1 minuto.

Tutto ciò dimostra che sono i video, a formato corto, a dominare il mercato e che in futuro la loro influenza aumenterà sempre di più. Secondo uno studio della multinazionale Cisco System si prospetta che l’82% dei contenuti sarà di questa tipologia entro il 2022.

YouTube Vs Twitch

Per sviluppare una strategia di video marketing efficace e coerente per i social media e il sito web è necessario partire dagli obiettivi e dal pubblico a cui sono indirizzati.

Possiamo seguirvi e supportarvi: dall’analisi delle esigenze fino all’operatività quotidiana. E per un consulenza sulla corretta impostazione delle campagne siamo a vostra disposizione. Contattateci: email info@comoco.it tel. 0314490536

Un’azienda che voglia aprire un proprio canale YouTube dovrebbe prestare attenzione all’ottimizzazione SEO dei contenuti, alle keyword, alle meta description e ai tag. La funzionalità “Video Chapters“, ovvero la suddivisione dei video in capitoli, è molto apprezzata dagli utenti, perché permette di raggiungere velocemente il momento desiderato in un video che dura un’ora.

Al raggiungimento dei 300 iscritti è possibile fare advertising tramite Google Ads (in quanto YouTube è proprietà di Google); ad esempio se l’obiettivo della campagna è l’aumento della visibilità del canale, esiste  una tipologia adatta e preferibile di annunci. Infatti con un budget di almeno 5€ al giorno si possono effettuare dei test per capire se un video è più performante degli altri.

Tra le piattaforme social dedicate allo streaming video c’è Twitch: lanciato nel 2011, come spin-off della piattaforma Justin.tv, venne comprato nel 2014 da Amazon e ogni mese sono attivi su di esso circa 4 milioni di italiani, soprattutto uomini (67%) e studenti (24%), con focus su scienza, tecnologia e musica.

A differenza di YouTube, che ha un core video, Twitch si basa sul concetto di broadcasting e sta investendo negli e-Sport e in altri settori attraverso creators del mondo musicale, beauty, fashion & fitness.

Inoltre viene messo a disposizione delle aziende un marketplace, dove si possono commissionare attività (es: 15 minuti di gioco X con relativo brief) mentre gli streamer decidono di scegliere e di accettarle al compenso concordato.

Se siete interessati, non esitate a contattarci per ulteriori informazioni, supporto o consulenza attraverso il nostro form https://comoco.it/contattaci/.

 

Brand Digital Reputation: come gestire correttamente la reputazione online

Brand Digital Reputation: come gestire correttamente la reputazione online

Secondo il World Economic Forum la digital reputation rappresenta il 25% del market value di un’azienda. Il Web e i social media assumono un ruolo primario per la costruzione di una solida reputazione di un brand, prodotto o servizio.

 

Non si può pensare che i social network siano compartimenti stagni; anzi essi sono luoghi in cui far crescere le community che contribuiscono a migliorare l’immagine dell’azienda. Bisogna innanzitutto ascoltare e non solo misurare, imparando a valutare l’efficacia delle attività svolte e le conversazioni degli utenti anche sui canali non ufficiali per metterle in relazione con la strategia del Brand.

 La migliore valutazione della fornitura di servizi. stelle gialle luminose e una mano femminile con un dito indice su uno sfondo rosso Foto Premium

Le cause di una Social Media Crisis possono avere origine interna o esterna:

  1. nel primo caso si tratta di situazioni generatesi a partire dal contenuto pubblicato dal brand;
  2. nel secondo caso dipendono da notizie che possono avere un impatto sul brand. Es: l’assonanza del nome del virus con quello dello storico marchio messicano di birra Corona ha provocato perdite dei ricavi per circa 285 milioni di dollari.

 

La gestione su tre livelli in base alle potenziali cause della crisi

In entrambe le suddette situazioni è indispensabile elaborare un efficace processo di gestione della crisi che viene adattato alle esigenze, dimensioni e caratteristiche di ogni cliente.

  • Priorità LOW
  • Problematiche: Critiche alle pubblicazioni, battute ironiche sul contenuto pubblicato, insulti al brand/azienda/protagonisti dei social post;
  • Professionisti: Community Manager, Social Media Strategist e Responsabile Area;
  • Azioni: Risposta cortese alle critiche, cancellazione dei post offensivi che non osservano i principi di rispetto della persona condivisi nella netiquette,ossia il complesso delle regole di comportamento volte a favorire il rispetto tra gli utenti.
  • Priorità MEDIUM
  • Problematiche: Lamentele sui prodotti/servizi, riferimenti a casi di cronaca;
  • Professionisti: Community Manager, Social Media Strategist, Responsabili Area e Ufficio Stampa;
  • Azioni: Richiesta di supporto ai responsabili preposti, confronto con ufficio stampa su risposte relative a fatti di cronaca (posizione ufficiale), risposta cortese alle critiche fornendo i riferimenti necessari per ottenere maggiori informazioni su quanto richiesto.
  • Priorità HIGH
  • Problematiche: Attacco diretto al management
  • Professionisti: Community Manager, Social Media Strategist, Responsabili Area, Ufficio Stampa e soggetti coinvolti (o loro referenti);
  • Azioni: Comunicazione immediata all’Ufficio Stampa, condivisione delle risposte ufficiali con Ufficio Stampa medesimo ed eventuale risposta alle critiche.

Liquid - La gestione dei Social Media in azienda - Alessandro Santambrogio

La prevenzione della crisi con una corretta gestione dei social media

Con una strategia di crisis management è possibile non solo prevenire le crisi, ma anche cogliere delle occasioni per trasformarle in opportunità di crescita per il brand. Sintetizziamo alcune regole del Community Management:

  • creare un dialogo con il pubblico puntando ad una fidelizzazione della follower base;
  • armonizzare il tone of voice del brand sui diversi canali, non ignorare le critiche e rispondere alle richieste degli utenti (commenti ai post del brand, menzioni dirette e messaggi privati);
  • eliminare solo i commenti ritenuti lesivi dell’immagine aziendale e offensivi del rispetto della persona (insulti razziali, istigazione all’odio e alla violenza, propaganda politica);
  • eliminare i contenuti ritenuti spam con link promozionali (nel caso in cui sia stato abilitato il divieto di pubblicazione di post agli utenti).

 

La gestione dei social media non si esaurisce con la pubblicazione dei contenuti; essa s’inquadra in un contesto più ampio che vede al centro il monitoraggio e l’ascolto delle conversazioni.

Siamo a disposizione per supporto e consulenza sull’impostazione della vostra Social Media Policy aziendale. Contattateci https://comoco.it/contattaci/

LinkedIn: come gestire la pagina aziendale in sinergia con i profili personali

LinkedIn: come gestire la pagina aziendale in sinergia con i profili personali

LinkedIn serve solo per trovare lavoro”, “Il profilo è il formato digitale del mio cv” oppure “A cosa mi serve se non cerco lavoro?” Sfatiamo insieme questi luoghi comuni: LinkedIn è nata come piattaforma per la ricerca di nuova occupazione, ma con il tempo si è trasformato anche in un canale di marketing e generazione di prospect per professionisti e aziende.

 

Creare un profilo LinkedIn e una pagina aziendale da soli non bastano ma sono invece necessari alcuni accorgimenti per aumentarne l’efficacia:

  • ottimizzare la pagina per i motori di ricerca identificando le parole per le quali vorrai che la tua azienda venga classificata prestando attenzione alla sua descrizione;
  • creare un piano editoriale pubblicando con costanza contenuti specifici che possano interessare il tuo pubblico e aumentino il ranking della pagina;
  • realizzare una landing page affinché i prospect possano “atterrare“ su una pagina per ulteriori approfondimenti.

 

Una buona strategia aziendale deve includere i profili dei collaboratori

Gli utenti privilegiano l’interazione con le persone rispetto a quella con i brand su LinkedIn perché non è consentito ricevere e inviare messaggi alle pagine aziendali e quindi decidono di interfacciarsi direttamente con i profili che rappresentano l’azienda.

 

I collaboratori dovrebbero impegnarsi a utilizzare il proprio profilo per promuovere l’azienda:

  • condividendo gli aggiornamenti della pagina aziendale e amplificando così la visibilità dei post;
  • creando contenuti di valore che promuovano l’azienda;
  • coltivando nel tempo la cerchia di collegamenti.

 

L’importanza di definire la tua strategia su LinkedIn 

Per creare i presupposti per una futura opportunità di business l’azienda deve:

  1. identificare obiettivi da raggiungere. Es: acquisire ogni mese almeno 2 nuovi clienti tramite LinkedIn che effettuano un primo ordine di almeno 2500€+IVA;
  2. definire l’identikit del prospect nella vita reale. Es: se il potenziale cliente è il responsabile Acquisti sarà opportuno ricercare anche termini in lingua inglese come Purchasing Manager o Buyer e per sigle/acronimi come Chief Financial Officer (CFO);
  3. avere una proposta unica di valore da offrire ai clienti utilizzando uno specifico linguaggio;
  4. pianificare le attività da svolgere e i contenuti da pubblicare che risolvano dei problemi comuni alla tua buyer persona;
  5. sponsorizzare i contenuti della pagina per allargare il pubblico di potenziali clienti ai quali mostrarli dedicando un apposito budget;
  6. verificare che le azioni compiute producano risultati concreti come il numero di visitatori che accedono al sito internet della tua azienda e/o blog personale provenendo da LinkedIn oltre alle statistiche offerte da LinkedIn per l’analisi del/la:
  • profilo personale (chi ha visitato il tuo profilo? visualizzazioni del post, comparse nei motori di ricerca etc.);
  • pagina aziendale (visitatori unici, nuovi follower, visualizzazioni del post, clic sul pulsante personalizzato).

 

Vantaggi dell’attivazione di Sales Navigator

Con Sales Navigator, lo strumento migliore per fare Lead generation su LinkedIn, si possono:

  • conoscere tutti i profili che hanno visualizzato il tuo profilo negli ultimi 90 giorni (la versione free solo negli ultimi 10);
  • utilizzare InMail per inviare un messaggio a una persona al di fuori del tuo network;
  • salvare le ricerche effettuate che si aggiorneranno automaticamente quando ci saranno nuovi profili corrispondenti ai requisiti richiesti;
  • utilizzare un gran numero di filtri per selezionare i prospect che ci interessa raggiungere (anche collegamenti di 3° grado). 

Se vuoi parlarci del tuo progetto sulla piattaforma delle relazioni “human to human” e ricevere la nostra consulenza, non esitare a contattarci qui https://comoco.it/contattaci/

 

Le ultime novità di Facebook per il 2021

Le ultime novità di Facebook per il 2021

La pandemia che ha colpito il mondo nell’ultimo anno ha limitato notevolmente le interazioni sociali reali, segnando un’impennata di successo per le interazioni sociali digitali.

Il colosso Facebook ne è un esempio. Il suo team ha comunicato come nel 2020 gli utenti attivi a base mensile sono arrivati ai 2,47 miliardi, ben il 12% in più rispetto al 2019. Questo ha segnato un conseguente enorme incremento economico per il Social Network che, nel suo terzo trimestre del 2020, ha reso pubblico il suo bilancio con un fatturato di 21,5 miliardi di cui 7,8 miliardi di utile netto.

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Facebook ha inoltre importanti novità in serbo per i primi mesi del 2021, vediamole insieme:

  • SCOMPARIRÀ IL TASTO ‘MI PIACE’ DALLE PAGINE: È da poco arrivato l’annuncio ufficiale che presto il tasto ‘mi piace’ sulle pagine scomparirà per sempre. Verrà sostituito con il tasto ‘segui’ introducendo finalmente anche su Facebook l’idea di Follower. Questo aiuterà molto i personaggi pubblici e gli influencer a capire in modo chiaro qual è la propria fan base.

 

  • FACEBOOK CONTRO LA DISINFORMAZIONE: Dopo lo scandalo Cambridge Analytica del 2018, che ha fatto perdere credibilità a Facebook davanti a miliardi di utenti, il social ha deciso di ristabilire un rapporto di fiducia diventando un paladino contro la disinformazione. Al momento si sta impegnando ad eliminare tutte le fake news sui vaccini e su covid-19. Le uniche informazioni a cui è permesso circolare sono quelle in accordo con l’Organizzazione Mondiale della Sanità e con altre organizzazioni sanitarie riconosciute. Facebook, inoltre, sta portando avanti una campagna in cui donerà a organizzazioni e istituzioni umanitarie 120 milioni di dollari utilizzabili in Facebook Ads per diffondere notizie reali e veritiere. 

 

  • FACEBOOK NEWS: Ecco approdare la nuova sezione ‘Facebook News’ che darà agli utenti notizie giornalistiche fresche ogni giorno. Lanciata in USA nel 2020 e nel Regno Unito nel gennaio 2021 sarà presto disponibile in tutta Europa. L’utente potrà anche selezionare le news che saranno veicolate dopo che avrà espresso la propria preferenza sulle categorie di interesse (es. cronaca, sport, tecnologia ecc…). Gli accordi che Facebook ha siglato con le case editrici inglesi per questo servizio ammontano a decine di milioni di sterline. Anche il test fatto negli Stati Uniti è stato un successo e prima del lancio definitivo Facebook si aspetta di siglare molti altri accordi con ulteriori testate giornalistiche.

 

  • I FACEBOOK SHOP: Nati alla fine del 2020 stanno cavalcando l’onda dell’e-commerce causata dalla pandemia. Facebook, in collaborazione con Shopify, darà la possibilità di aprire un vero e proprio shop online. Si potrà scegliere il layout che più si preferisce con i colori che rappresentano il brand e caricare il catalogo. I clienti potranno acquistare direttamente dalla pagina grazie all’appoggio della piattaforma Shopify. Se si possiede anche un profilo Instagram sarà possibile collegare l’ Instagram Shop con il Facebook shop e gestire insieme le vendite di entrambi. 

 

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Boom di e-commerce in Italia: il settore con la maggiore crescita è quello del Food & Beverage

Boom di e-commerce in Italia: il settore con la maggiore crescita è quello del Food & Beverage

Nell’ultimo anno, complici le restrizioni dovute alla pandemia, le vendite al dettaglio solo calate sensibilmente. È stato però l’e-commerce a beneficiarne con una crescita del 50,2% rispetto all’anno precedente. Una crescita che in circostanze normali, in un paese non anglofono, si sarebbe verificata in 10 anni secondo il magazine di attualità ‘Panorama’.

In Italia c’è sempre stata diffidenza rispetto all’utilizzo del web per l’acquisto di prodotti, ma il distanziamento sociale, la comodità e la convenienza sono state le parole chiave per portare online 8 italiani su 10.

Secondo una ricerca di mercato finanziata da ‘Idealo’, nel 2020 gli acquisti online in Italia sono stati effettuati per il 61,7% da uomini e per il 38.3% da donne. Le fasce di età più coinvolte sono quelle che vanno dai 35 ai 44 e dai 25 ai 34. Tra le categorie più ricercate troviamo: elettronica per il 74.9%, prodotti di cosmetica e profumi per il 46.9% e giocattoli per il 45.1%.

A registrare però la crescita maggiore rispetto agli anni precedenti è stato il settore del Food & Beverage che solo nei mesi di marzo e aprile di lockdown ha avuto un’impennata del 130% e nel 2020 ha prodotto complessivamente un giro d’affari di ben 716 milioni di euro. Quello che le persone volevano era ricreare un piccolo pezzo di normalità in una situazione del tutto al di fuori del comune. La pizza della domenica consegnata a casa, una cena portata a domicilio dal ristorante per trascorrere una serata con gli amici seppur davanti alla webcam: tutto ciò dava un senso di continuità e sicurezza in un periodo di forte incertezza.

Ciò è stato possibile anche perché la pandemia, chiudendo i canali di vendita tradizionali, ha spinto i negozi di alimentari e i ristoranti a investire sul digitale e creare degli e-commerce in modo da garantire il contatto con l’esterno.

Nel 2019, infatti, analizzando un campione di 125 tra i più noti produttori e brand nel campo food, è emerso che solamente il 30% possedeva un e-commerce in cui il cliente poteva acquistare direttamente. Gli altri, pari al 68%, avevano solo un sito internet vetrina per mostrare i prodotti che poi il cliente avrebbe potuto acquistare nei punti vendita fisici mentre il restante 2% aveva un sito vetrina che portava a un marketplace per l’acquisto.

La previsione è che questa crescita continuerà anche ritornati ad una situazione di normalità e che nel 2024 il settore arriverà a superare il miliardo di dollari di indotto.

ComoComunica è specializzata nella messa a punto di strategie digitali, tenendo conto del modello di business di ogni azienda: vendita tramite catalogo o nei punti vendita, abbonamenti mensili o marketplace specializzati.

Partendo da un’analisi del mercato di riferimento e dall’individuazione dei clienti target sul sito e-commerce, si procede con la proposta e svolgimento delle possibili seguenti attività:

  • creazione di un’efficace strategia di web marketing definendo obiettivi misurabili come Conversion Rate, Customer Lifetime Value, Costo di Acquisizione Cliente, Customer Retention Rate, Average Order Value e Product Rate Return;
  • ottimizzazione del sito dal punto di vista tecnico come la velocità e la scrittura di contenuti SEO oriented (non solo l’home page, ma anche il motore di ricerca interno, le pagine di prodotto e il processo di checkout e di post vendita);
  • impostazione di un piano di advertising (campagne Google Ads e social media);
  • attuazione di politiche di remarketing.

ComoComunica può mettere il suo know how e l’esperienza maturata in oltre 10 anni di attività al servizio di ogni realtà che desideri stare al passo con l’innovazione digitale.
Se siete interessati, non esitate a contattarci attraverso il nostro form https://comoco.it/contattaci/.

Accelerazione nella rivoluzione digitale: verso il 2021

Accelerazione nella rivoluzione digitale: verso il 2021

Le sfide più grandi portano sempre delle grandi evoluzioni e non c’è niente da fare: nel 2020 il mondo digitale ha notevolmente preso piede accelerando la sua avanzata sia nella fruizione di sistemi telematici di e-commerce, di telemedicina, di istruzione online e altro ancora. Le difficoltà di questo periodo hanno incrementato soprattutto l’influenza dei social network sulla nostra quotidianità. Non c’è da sorprendersi se il tema della digitalizzazione è diventato prioritario. Per le imprese non è più un optional ma una questione strategica, infatti, dati alla mano direttamente dall’Osservatorio E-Commerce, gli acquisti online crescono per l’informatica fino a un +20%, per l’abbigliamento fino a un +22%, per l’editoria si arriva fino al +18%, per i prodotti Beauty e Pharma +37%. Un balzo in avanti per il settore Food e Grocery che per far fronte alla situazione supera addirittura del 70% gli acquisti online del 2019.

Secondo Riccardo Mangiaracina, Responsabile Scientifico dell’Osservatorio, gli acquisti online del 2020 in Italia valgono 30,6 miliardi di euro. Una notizia che dimostra come in ogni settore le piccole imprese possano sfruttare nuovi canali per intercettare quei clienti che non sono più per le strade. Inoltre, il vantaggio decisivo dell’e-commerce è quello di muoversi sulla rete digitale evitando ogni tipo di barriera geografica: essere presenti sul world wide web significa che chiunque può trovarci online, in ogni parte del mondo e con ricadute positive per il fatturato. Gli strumenti a disposizione permettono poi di migliorare la propria presenza raggiungendo i consumatori più affini al target e sui canali più adatti alla vendita.

Tra questi, Facebook qualche settimana fa ha rilasciato gli utili del terzo trimestre dimostrando di aver battuto le previsioni degli analisti: si attendevano un ricavo di $19,75B ma si è arrivati a ben $21,47B.

Inutile sottolineare come il periodo sia favorevole e il gigante dei social network si sposta sempre più verso tecnologie di supporto per gli imprenditori che decidano di investire sulla piattaforma.
Le opportunità offerte dal mondo digital sono qui, i tempi sono maturi, l’occasione di iniziare a scoprire mercato in continuo cambiamento. ComoComunica può mettere il suo know how e l’esperienza pregressa del suo team per studiare la migliore strategia di marketing.

AWSome Day 2016 – Milano

AWSome Day 2016 – Milano

Nella giornata di ieri, abbiamo avuto l’opportunità di partecipare al AWSome Day 2016 organizzato da Amazon Web Services. E’ una giornata molto intensa, ricca di approfondimenti e destinata a chi lavora nell’ambito web e di infrastrutture IT. Nella prima sessione abbiamo potuto approfondire la storia del colosso Amazon Web Services (AWS).  E’ stato concepito nei primi anni 2000 ed è cresciuto parallelamente alla visione per l’infrastruttura su cui Amazon.com dipende: viene presentato quasi come un’ottimizzazione dei costi: amazon retail ha bisogno di investire in molti server per diminurie la latenza e portare il e-commerce in tutto il mondo quindi: perché non utilizzare questa infrastruttura vendendo i server virtuali come servizio?

Da qui ha inizio l’espansione della società che risulta essere in prima posizione (classifica Gartner) nell’ambito dei servizi cloud-based. Dal punto di vista di Jeff Bezos (CEO di Amazon.com) tutto questo rappresenta la possibilità di raggiungere un mercato completamente nuovo; al momento, il cliente tipo di Amazon basato consisteva principalmente in un consumatore alla ricerca di un libro, di un capo d’abbigliamento, utensili da cucina, devices e smartphone, ecc Vendere servizi web potrebbe consentire alla società di diversificarsi e di abbracciare le attività di piccole medie e grandi imprese, lavoratori autonomi, professionisti IT e appassionati di computer.

Se stai cercando un posto per fare chiarezza nel cloud computing, questo è l’articolo giusto per te!

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Computing nel Cloud

Come accennato, AWS ha iniziato la sua avventura nel 2002 con i servizi di storage e di calcolo. L’idea era diminuire la latenza delle risorse IT e fornire dei prezzi pay-as-you-go . L’attrazione per il cliente sta proprio qui, la possibilità di avere infrastrutture e risorse IT  dimensionate e scalabili a seconda dell’utilizzo nel breve periodo senza dover ricorrere a investire enormi capitali in data-center privati e gestiti. La funzione di scalabilità si rende necessaria quando la potenza di calcolo e lo storage variano da un progetto a un altro, con la vecchia concezione si lascerebbe il cliente con i server in eccesso non più necessari e quindi con un capitale fermo e inutilizzato.

Servizi EC2 di calcolo

Amazon ha lanciato il loro Elastic Compute Cloud (EC2) nel 2006. EC2 offre ai clienti istanze on-demand di Linux / Red Hat Enterprise Linux / SUSE Linux Enterprise Server, Windows, Windows con SQL standard o Windows con Web SQL. CloudWatch è un servizio opzionale che consente il monitoraggio dettagliato di istanze EC2, ha un costo aggiuntivo.

I servizi sono offerti su nove datacenter regionali: Stati Uniti orientali (Nord Virginia), due sedi occidentali degli Stati Uniti (Oregon e California del Nord), due posizioni dell’Unione Europea (Germania e Irlanda) tre sedi Asian Pacific (Singapore, Tokyo e Sydney) e una sudamericano posizione (San Paolo).

Il servizio è offerto in diversi livelli, compreso un livello di utilizzo gratuito che dura un anno e prevede 750 ore di EC2 che eseguono Linux / RHL / SLES e Windows Server micro esempio, 750 ore di bilanciamento del carico di elastico e 15 GB di elaborazione dei dati, 1 GB di memoria istantanea, 15 GB di banda fuori (in tutti i servizi AWS) e 1 GB di trasferimento dati regionali.

Servizi di Storage

Oltre a EC2, Amazon offre anche Simple Storage Service (S3), che consente di memorizzare e accedere ai dati attraverso un’interfaccia web. Questo tipo di servizio può essere utilizzato in combinazione con EC2 e altri servizi Amazon come ad esempio Cloud Front, o da soli. E ‘una opzione molto valida per i clienti EC2 e non da utilizzare per il backup e l’archiviazione, il disaster recovery, la distribuzione di contenuti o la memorizzazione dei dati per le applicazioni basate su cloud. Il dato viene replicato e sincronizzato in più posizioni fisiche e i controlli di integrità vengono eseguiti su base regolare per rilevare la corruzione dei dati e la riparazione.

Il Service Level Agreement (SLA) certifica quattro nove (99,99%) di disponibilità. C’è anche una opzione di archiviazione denominata Redundancy Storage (RRS), ha minore costo della memorizzazione dei dati non critici a più bassi livelli di ridondanza. Infine, per l’archiviazione, Amazon offre un servizio di archiviazione a basso costo chiamato Amazon Glacier, progettato per i dati a cui si accede di rado a cui non è richiesto un recupero veloce.

Come con EC2, il servizio S3 include anche un free user tier , ma è piuttosto limitato. Abbiamo 5 GB di storage standard 20.000 “get” richieste, 20.000 “put” richieste e 15 GB al mese di trasferimento dati. L’utilizzo è gratuito e disponibile solo per un anno.

amazon web services comocomunica

Altri servizi

EC2 e S3 sono i srvizi più noti che Amazon Web Services offre, a questi si affiancano una serie di altri servizi. I servizi seguenti includono anche l’offerta gratuita di primo livello della durata di un anno.

  • EBS (Elastic Block Service) è un servizio che consente di utilizzare volumi di storage da usare con istanze EC2, ogni volume è automaticamente replicato per garantire la continuità del servizio in caso guasto di un componente. È possibile specificare l’utenza di chi è in grado di accedere ai volumi EBS specifici e possono essere crittografati per una maggiore sicurezza. Si possono anche utilizzare snapshots point-in-time di volumi EBS.
  • AWS Lambda è un servizio di calcolo automatizzato per eseguire codice in risposta a eventi specifici ad esempio, un clic su un sito web, il caricamento di un tipo di file specificato, etc.. Le funzioni lambda possono essere attivate da upload di dati, aggiornamenti del flusso di dati e event-timer esterni e può essere utilizzata per attivare l’indicizzazione automatica, il controllo / scansione di anomalie, e la costruzione di altri servizi back-end. È anche possibile utilizzarlo per attivare azioni in risposta all’input da elettrodomestici intelligenti e altri Internet di dispositivi Things (IoT).
  • AWS Key Management Service integrato con altri servizi di Amazon, utilizza hardware a moduli di sicurezza (HSM) per proteggere l’integrità delle chiavi di crittografia utilizzando una gestione centralizzata. È possibile crittografare i dati memorizzati nella S3 o dati memorizzati dalle applicazioni, non importa dove siano conservati. Funziona perfettamente con CloudTrail per creare i registri che possono essere utilizzati per mostrare la conformità alle normative.
  • DynamoDB è un servizio di database NoSQL scalabile che supporta modelli di documenti e dati di valore-chiave e può essere utilizzato con tutte le applicazioni che necessitano di un database gestito.
  • RDS (Relational Database Service) è un servizio di database relazionale gestito e compatibile con MySQL, Oracle, Microsoft SQL Server PostgreSQL e Amazon Aurora. Viene eseguito il backup automaticamente e può essere utilizzato per carichi di lavoro molto pesanti.
  • CloudFront è un servizio web che è possibile utilizzare per distribuire contenuti agli utenti finali con una minima latenza. Si integra con altri servizi AWS ed è possibile utilizzare il proprio nome di dominio e il certificato SSL.
  • Mobile Analytics è per le aziende che desiderano essere monitorare in modo chiaro l’utilizzo di app mobile con rapporti consegnati entro 60 minuti dalla ricezione dei dati da un’applicazione. E ‘incluso nel AWS Mobile SDK e supporta iOS, Android e FireOS.
  • ElastiCache è un servizio web che viene utilizzato per migliorare le prestazioni delle applicazioni web con la creazione di una cache in memoria nel cloud utilizzando due motori di caching, Memcached e Redis. E ‘integrato con CloudWatch, dando più visibilità delle metriche di performance e rileva e sostituisce i nodi falliti automaticamente.
  • ELB (Elastic Load Balancing) è un servizio che è stato progettato per distribuire il traffico delle applicazioni in arrivo su più istanze di EC2 per una migliore tolleranza ai guasti nelle applicazioni. Si adatta automaticamente a soddisfare la domanda di traffico ed è integrato con Auto Scaling. Per una maggiore sicurezza, è possibile creare un bilanciamento del carico interno che utilizza indirizzi IP privati sulla rete virtuale.
  • Transcoder elastico è un servizio di transcodifica multimediale basata su cloud che è possibile utilizzare per convertire i file multimediali in formati desiderati per la riproduzione sui dispositivi degli utenti. Funziona con S3 e CloudFront.
  • CloudWatch è il servizio di monitoraggio che raccoglie e tiene traccia delle metriche di risorse cloud AWS e applicazioni. Esso controlla numerosi servizi AWS tra istanze EC2, tavoli DynamoDB, volumi EBS, istanze di database RDS, bilanciamento del carico e altro ancora. È inoltre possibile monitorare metriche personalizzate che sono generati da proprie applicazioni, utilizzare i file di log esistenti, e impostare gli allarmi in modo da ottenere le notifiche quando le metriche attraversare le soglie specificate.
  • SNS (Simple Notification Service) è un servizio di messaggistica che è possibile utilizzare per le notifiche push per i dispositivi mobili attraverso molte piattaforme (Apple, Google, Windows, FireOS). Le notifiche disponibili vanno dai messaggi di testo SMS o messaggi e-mail o per SQS code. I messaggi vengono memorizzati in modo ridondante e possono essere trasmessi a più dispositivi.
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Distribuisci i tuoi contenuti in tutto il mondo con una bassissima latenza!

Conclusione

Oggi abbiamo dato uno sguardo alla storia e ai principali servizi di Amazon Web Services. Nel prossimo articolo vedremo la struttura dei prezzi, che può essere un po ‘complessa, e guardiamo alcuni scenari dei casi d’uso per aiutarvi a decidere se uno o più componenti AWS potrebbero essere di beneficio per la vostra azienda.

Perchè Mark Zuckerberg ha donato 500.000€ alla Croce Rossa in Facebook ADS?

Perchè Mark Zuckerberg ha donato 500.000€ alla Croce Rossa in Facebook ADS?

Qual è il senso della donazione di Mark Zuckerberg, che ha donato in questi giorni ben 500.000€ alla Croce Rossa Italiana?
Proviamo a spiegarvelo con questo articolo, semplice e spannometrico.

Per chi non lo sapesse, Facebook ADS è un po’ il core business per cui il modello di Facebook sta in piedi; vi sarà capitato senz’altro di vedere dei contenuti “sponsorizzati” che vi appaiono in bacheca. Questi sono semplicemente i contenuti messi in sponsorizzazione da aziende, brand, ecc. che scelgono di investire in pubblicità online per aumentare la visibilità verso un prodotto o un servizio.

Dunque perchè Mark ha donato 500.000 di € in ADS e non li ha donati direttamente?
Facciamo un semplice esperimento, proprio con la piattaforma che si utilizza per sponsorizzare i contenuti su Facebook; ipotizziamo che la Croce Rossa, crei una pagina sul proprio sito internet (landing page) dedicata al terremoto, multilingua, raggiungibile da qualsiasi parte del globo tramite un performante cloud Amazon Web Services e permetta di ricevere una donazione tramite PayPal, Bonifico ecc.

Impostiamo la nostra campagna su scala globale, per far si che il post sia visibile da chiunque nel mondo, prendendo i principali paesi (nel nostro esperimento non abbiamo inserito tutte le maggiori nazioni ma solo alcune per questioni di tempo).

donazione mark croce rossa

Con 500.000€, e un CPC, ovvero costo per click impostato a 0,06€, otteniamo circa 8.333.333 potenziali click; il costo per click è il costo per ogni click di ogni utente sul nostro post, che viene reindirizzato al sito internet dedicato.

Simulazione campagna Zuckerberg Croce Rossa 500.000€

Facciamo un ulteriore ipotesi, e ipotizziamo che l’1 % della gente che arrivi sul sito internet delle donazioni, effettui un versamento minimo di 10€.

Cosa si ottiene? 83.333 persone che donando 10€ a testa producono ben 833.333€!
Senza contare il traffico virale che si potrebbe facilmente aggiungere, cioè di gente e amici che grazie al sistema di like e condivisioni vedono ulteriormente i contenuti sponsorizzati…

Questo è solo un calcolo a spanne, siamo sicuri che con la giusta ottimizzazione della campagna, il valore iniziale di 500.000€ può essere sicuramente raddoppiato se non triplicato. Pensiamo solo a una geolocalizzazione precisa su Dubai che permette al post di essere visto da qualche ricco petroliere che ama l’Italia…

Non dobbiamo fermarci all’apparenza dei 500.000€ che sembrano fasulli e donati in maniera virtuale da Mark, ma dovremmo tenere in considerazione che questi possono essere facilmente moltiplicati grazie al sistema Facebook ADS e la genialità di Mark!

E voi cosa ne pensate? Fateci sapere condividendo l’articolo sui vostri canali social preferiti!

Il tuo sito ovunque nel mondo: i CDN

Il tuo sito ovunque nel mondo: i CDN

Se il tuo sito è lento e la visualizzazione da mobile è un incubo, è perché probabilmente non è ottimizzato a dovere. Noi di ComoComunica siamo specializzati nel rendere accessibile il tuo sito web, sia nella visualizzazione responsive che in velocità, estremamente necessaria se hai clienti all’estero.

In questo articolo vedremo insieme come si può velocizzare il caricamento del tuo sito web rendendo disponibili, in particolare zone del mondo – Edge Location, i tuoi file come ad esempio Javascript, Css, immagini, pdf, zip e ogni genere di file.

Se hai un sito vetrina oppure un piccolo blog personale probabilmente non è necessario l’utilizzo di un CDN dal momento che il tempo di caricamento è trascurabile in funzione del numero minore di file, ma  per quanto riguarda le piattaforme medio-grandi e i siti web aziendali? Come faremo a caricare in pochi secondi il nostro sito?

Per questo esperimento abbiamo creato un account su Amazon AWS Cloud Front per il sito di ComoComunica, è un sito internet che viene definito “assets wise” cioè con una dimensione totale non inferiore a 2.1MB e con circa 116 richieste di download. In termini pratici, è un sito piuttosto pesante da caricare, sia per il browser che per il server, infatti ha molte pagine, ha un punteggio di ottimizzazione SEO del 98/100: nonostante questo risulta essere molto lento. Come mai? Abbiamo già un server di fascia alta (limitatamente ai costi contenuti). Come possiamo fare? Quale strategia adottare?

Vedremo insieme con numeri e prove che un CDN è molto importante, soprattutto se hai clienti lontani. Dover caricare un sito vetrina con pochi file è una cosa, ma caricare intere piattaforme in 1 o 2 secondi è un altro discorso.

Benchmark con e senza un CDN

Le metriche di Pingdom Tools  ci aiutano a visionare cosa viene caricato e quanto tempo ci impiega il tuo site a fare i download dei vari elementi. Il tempo di attesa per un utente finale è leggermente più corto in funzione del fatto che la piattaforma carica solo la parte del sito che l’utente visualizza al momento (caricamento asincrono – Lazy Loading). Il nostro server è abbastanza veloce, 2 Intel Xeon 3.3GHz su Nginx con cache di FastCGI e RAM da 6GB: non è poco e già così dovrebbe caricare il tutto abbastanza velocemente: eppure non è sufficiente.

Senza Amazon CloudFront, da Stockholma, Svezia

Analaisi sito web ComoComunica con Pingdom
Analaisi sito web ComoComunica con Pingdom

In questa immagine possiamo vedere che il tempo di caricamento totale è di circa 3.32 secondi, per questo esperimento ho usato il server-test situato in Stockholma, il mio sito è ospitato invece è a Vernier (Ginevra), Svizzera. Nell’immagine a destra invece puoi vedere tutti i file caricati e il loro tempo di download dal server al computer in visualizzazione.

Analaisi sito web ComoComunica con Pingdom
Analaisi sito web ComoComunica con Pingdom

Come prima, più è lontana la richiesta di visualizzazione del sito più tempo ci mette a caricarsi… Il punteggio dellla piattaforma internet si è abbassato ed è sotto il 40% e il tempo di caricamento è di circa 4.26s, questo succede quando più di 116 richieste devono viaggiare per lunghe distanze in tutto il mondo.

Con Amazon CloudFront, da Stockholma, Svezia

Adesso andiamo ad attivare il CDN da Amazon CF e automaticamente vengono predistribuiti i pacchetti nelle 55 Edge location di storage attorno al mondo. Rifacciamo le analisi con Pingdom e vediamo cosa succede.

Analaisi sito web ComoComunica con Pingdom
Analisi sito web ComoComunica con Pingdom
Perfetto! Ecco il risultato che volevamo.

Nell’immagine si può vedere che il tempo di caricamento è sceso ad 1.32s ed è più veloce rispetto al bechmark originale senza CDN. Inoltre nell’immagine a destra è possibile vedere il tempo di download delle singole risorse (assests) e quando è così breve vuole dire che la richiesta è stata memorizzata nella Edge Location ed è stata fornito dal server più vicino a quella posizione senza dover fare alcun viaggio inutile di andata e ritorno per il Globo.

Funzionerà davvero? Facciamo una prova:
Test sito web comocomunica da csn viewer checker amazon CloudFront

Conclusione

Avere un CDN per il tuo sito internet è un Must-Have, soprattutto se hai clienti all’estero e il tuo sito web viene visitato da molte parti nel mondo. Che si tratti di una piattaforma web, un sito aziendale, una rivista digitale o un e-commerce il vostro sito internet sarà molto più veloce e accessibile ovunque. Inoltre, più Edge Location vengono attivate minore sarà il tempo di caricamento.

Siamo sempre disponibili a trasmettere le conoscenze che acquisiamo tramite il nostro lavoro. Venite nella nostra Agenzia a fare un incontro senza impegno e facciamo una prova insieme, vediamo cosa possiamo migliorare ottimizzando l’accessibilità del tuo sito internet.

Chiamaci, scrivici, richiedi un appuntamento o un preventivo: siamo qui per te!